Estorsione, condannati a 9 anni

17 Febbraio 2017

Lanciano, padre e figlio si sono fatti consegnare con le minacce soldi e merce da un commerciante

LANCIANO. Avrebbero estorto merce e soldi per oltre novemila euro a un commerciante frentano. Per questo sono stati condannati per estorsione a nove anni di reclusione in due. Il collegio del tribunale di Lanciano ha inflitto a Guglielmo e Sabatino De Rosa, padre e figlio di 50 e 29 anni, rispettivamente 5 anni e sei mesi di reclusione e 3.000 euro di multa e tre anni e sei mesi di reclusione e 2.000 euro di multa. A Sabatino De Rosa erano contestati anche lo spaccio di cocaina e l’estorsione legata alla riscossione delle somme per la droga, ma da entrambi questi reati è stato assolto.

La vicenda dell’estorsione ad un commerciante frentano era venuta fuori a metà 2015 quando l’uomo, esasperato dalle minacce e dal dover consegnare ai due merce e soldi per evitare ritorsioni per sé e la sua famiglia, si è rivolto ai carabinieri della compagnia di Lanciano. Ai militari ha denunciato violenze, minacce e intimidazioni, durate un anno visto che l’estorsione in concorso constestata ai due risale al periodo che va dall’ottobre 2014 allo stesso mese dell’anno successivo. Secondo le accuse i due De Rosa avevano vantato un presunto credito col commerciante, essendosi interposti nel debito che l’uomo aveva con una vetreria. Quando il commerciante non aveva soldi, i due si impossessavano a più riprese di legna, pellet, addirittura di una porta blindata, pescando appunto tra la merce che l’uomo vendeva. Sempre dietro minacce e intimidazioni: «Conosciamo dove abiti e tua figlia, ti conviene pagare», gli dicevano. Per paura il commerciante accondiscendeva alle richieste: così si è visto portare via cinque bancali di combustibili pellet per caldaie, una porta blindata (valore 1.800 euro), poi altri cinque bancali di pellet, uno di legna (1.500 euro) e soldi per circa 4.000 euro. All’ultima richiesta di 3.000 euro, da parte di Sabatino De Rosa, l’uomo si è rifiutato di pagare poiché nel frattempo si era rivolto ai carabinieri. Nel corso delle indagini è emerso che Sabatino De Rosa si occupava anche dello spaccio di sostanze stupefacenti, vendendo cospicui quantitativi di cocaina “a credito” e riscuotendo poi in maniera violenta e minacciosa i soldi. In particolare gli erano stati contestati minacce e pugni ai danni di V.C., che acquistava da 1 a 3 grammi di cocaina alla volta. Ma i giudici (presidente Andrea Belli, a latere Giovanni Nappi e Stefania Cantelmi) hanno condannato i due solo per l’estorsione al commerciante. Guglielmo De Rosa, rappresentato da Massimo Biscardi, è stato condannato a 5 anni e sei mesi, Sabatino De Rosa, difeso da Alessandro Troilo, a 3 anni e sei mesi. Sabatino è stato assolto dall’accusa di spaccio di droga e di estorsione per riscuotere il pagamento della droga da V.C.; non solo, i giudici per questi due reati hanno rinviato gli atti in Procura per procedere nei confronti del querelante, ovvero V.C., per falsa testimonianza e calunnia.

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