Estorsione, ricorso per la condanna

14 Ottobre 2014

Pellicciotta e i 4 anni: «Sono innocente, andrò alla Corte europea»

PERANO. «Ho subito un’ingiustizia, la mia dignità di cittadino italiano e il mio nome sono stati offesi profondamente. Sono innocente. Il tribunale ha condannato un innocente. E poi ci lamentiamo che la giustizia non funziona». È l’amaro sfogo di Salvatore Pellicciotta, di Perano, condannato nei giorni scorsi dal giudice Francesco Marino a quattro anni di reclusione per furto ed estorsione.

Per l’accusa Pellicciotta si sarebbe impossessato della Bmw guidata da F.I., di Perano approfittando del fatto che il conducente aveva lasciato l’auto parcheggiata sulla strada con le chiavi inserite nel blocco di accensione. Dopo il furto avrebbe minacciato F.I: “se non gli avesse consegnato 5 milioni di lire a suo dire dovutegli per un debito precedente, che però non è stato riscontrato in aula, non gli avrebbe restituito l’auto sottrattagli poco prima”.

«Non ho fatto nè un furto e neppure un’estorsione», dice Pellicciotta, «la macchina mi è stata consegnata volontariamente, e con tutti gli effetti dentro, portafoglio e un vecchio cellulare, dalla stessa persona che mi ha denunciato a garanzia del saldo di un vecchio debito. Non ho rubato nulla, tant’è che non sono stati i carabinieri a ritrovare l’auto ma sono stato io ad indicargli il luogo dove si trovava il mezzo, ed era con tutti gli effetti dentro, così come mi era stata consegnata. Nessuno dei testimoni ascoltati dal tribunale di Lanciano è stato in grado di asserire che ho rubato l’auto e che ho fatto un’estorsione. Ecco perché hanno condannato un innocente. Se volevo rubare l’auto avrei fatto di tutto per nascondere la refurtiva e non avrei inviato una lettera al derubato dicendogli che a garanzia del suo debito mi aveva dato un mezzo che non era di sua proprietà, non avrei indicato ai carabinieri dov’era il veicolo».

Per dimostrare l’innocenza del suo assistito il legale di Pellicciotta, Walter Pracilio, presenterà ricorso in appello. «Se è il caso giungeremo fino alla Corte europea per i diritti dell’uomo», dice l’avvocato, «per far sì che la giustizia trionfi per Pellicciotta. Siamo determinati e non ci fermeremo davanti a nulla». (t.d.r.)

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