Estorsioni e usura, maxi processo in appello

29 Aprile 2022

Dopo le 5 condanne in primo grado a Vasto, l’operazione Histonium approda alla Corte dell’Aquila

VASTO. Torna alla ribalta una delle vicende giudiziarie più delicate del Vastese, l’operazione Histonium. Sono passati 15 anni dal maxi blitz ordinato dalla Procura di Vasto dopo un lungo periodo di sparatorie, incendi, esplosioni e minacce. Furono anni di terrore fino a quando grazie al coraggio di una delle vittime e alle intercettazioni telefoniche scattarono gli arresti. Ora il maxi processo, epilogo di due indagini su un’organizzazione malavitosa capace di commettere estorsioni, usura, rapine e incendi dolosi, torna all’attenzione della magistratura: a distanza di cinque anni dal processo di primo grado, finito con 5 condanne e 15 assoluzioni, il caso approda alla Corte d’Appello dell’Aquila. Il 9 maggio, gli avvocati Marisa Berarducci, Alessandro Orlando e Fiorenzo Cieri cercheranno di ottenere l’assoluzione dei 5 condannati: Michele Pasqualone, deceduto nel 2020, condannato per la sola estorsione a 6 anni di reclusione; 6 anni per Claudio Zinni; 7 anni e due mesi per Michele Fiore; due anni e 6 mesi per Massimiliano Sparvieri; un anno e 8 mesi per Donatella D’Ascenzo. Per altri 11 imputati, le accuse andarono in prescrizione; 4 furono assolti con la formula «perché il fatto non sussiste».
Quarantuno i testimoni indicati dai pm Anna Rita Mantini e Giancarlo Ciani, titolari dell’inchiesta passata poi in mano al procuratore capo Giampiero Di Florio. Il capo dell’associazione, secondo gli inquirenti, sarebbe stato Michele Pasqualone, facoltoso imprenditore con attività e interessi nel Nord Italia.
Nella sua requisitoria il procuratore Di Florio raccontò l’impegno della Procura, mortificato però da anni di ricorsi fra la Lombardia e l’Abruzzo. Ad allungare i tempi anche il cambio di magistrati giudicanti.
Due i filoni d’inchiesta, condotta dai carabinieri della compagnia di Vasto guidati 15 anni fa dai pm Mantini e Irene Scordamaglia: Histonium e Histonium 2. La prima operazione portò in carcere 9 persone tra il 2007 e il 2008. Con Histonium 2, le manette scattarono ai polsi di altre 17 persone. Per qualcuno l’accusa cadde. Un imputato nel 2013 patteggiò la pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione; nel 2017 le altre 5 condanne. Ad allungare i tempi dell’appello è stato, poi, il Covid. (p.c.)