Estrazione di gas a Bomba Il progetto torna in vita

30 Giugno 2016

La romana CMI presenta una nuova istanza per il giacimento di Colle Santo L’impianto coinvolge undici Comuni. Nsc: «Assurdo, è stato già bocciato»

BOMBA. «Il progetto della Forest Oil di estrazione e raffinazione sul lago di Bomba, già motivatamente bocciato dal Consiglio di Stato per tutte le possibili conseguenze negative, le carenze e gli assai probabili rischi, risorge all’improvviso come il morto vivente dei film dell’orrore». La denuncia arriva da Nuovo Senso Civico dopo che la società subentrata, la CMI Energia spa, ha presentato una nuova istanza, che martedì è stata depositata anche al Comune di Bomba. «La società CMI Energia spa, con sede legale a Roma», dice Nsc, «comunica di aver presentato in data 24 giugno 2016 al ministero dell’Ambiente istanza per l’avvio della procedura di Valutazione di impatto ambientale del progetto di sviluppo concessione Colle Santo. Il progetto è localizzato nei Comuni di Bomba, Archi, Roccascalegna, Torricella Peligna, Pennadomo, Villa Santa Maria, Atessa, Colledimezzo, Altino, Perano e Paglieta, e prevede la messa in produzione del giacimento di gas naturale Colle Santo. Il piano di produzione prevede la costruzione di un gasdotto di circa 21 chilometri, di una centrale di trattamento gas nell’area industriale del Comune di Paglieta su una estensione di circa tre ettari, la messa in produzione dei pozzi esistenti Monte Pallano 1 e 2 ubicati in una postazione di estensione pari a circa un ettaro nel comune di Bomba e la perforazione di ulteriori 2-3 pozzi di sviluppo a partire dalla medesima postazione. Non si prevedono impatti significativi sull’ambiente...ma guarda un po’», ironizza l’associazione ambientalista. Per Nsc «il procedimento di Via. comprende la valutazione di incidenza in quanto il progetto interferisce con i Siti di interesse comunitario, Lago di Serranella e Colline di Guarenna e Bosco di Mozzagrogna». «Siamo veramente allibiti e sconcertati», dichiara Alessandro Lanci, coordinatore di Nsc, «è pazzesco, dopo 40 anni torna la Sangro-Chimica. Com’è possibile che un progetto osteggiato dalla popolazione locale e bocciato da tutti gli organismi preposti, compresi Tar e Consiglio di Stato, venga ripresentato a poca distanza come se nulla fosse? Naturalmente c’è più di un dubbio sulla legittimità del nuovo procedimento che approfondiremo con tutti gli strumenti e gli esperti a nostra disposizione. C’è tempo fino al 22 agosto per la pubblica consultazione del progetto nelle sedi ministeriali di Ambiente e Cultura, Regione Abruzzo, Provincia di Chieti e le sedi dei Comuni interessati e per presentare le osservazioni. In ogni caso vengono a maturazione tutti i frutti velenosi della legge Sblocca Italia che abbiamo subito paventato come perfetto lasciapassare per perforazioni ed estrazioni diffuse su tutto il territorio nazionale».

Il progetto della Forest è stato definitivamente bocciato nell’aprile 2015. Ma dopo più di un anno nulla è stato ancora fatto per ripristinare l’area, come messo in evidenza dalla minoranza consiliare di Bomba. «Qualunque nuovo progetto è assurdo essendo stato scartato il precedente per il principio di precauzione, vista la vicinanza del gas alla diga», sottolinea il consigliere Oscar Nasuti, «non vedo come si possa aggirare il principio di precauzione così ben definito dal Consiglio di Stato. Comunque se la battaglia non è finita, i bombesi hanno un grande bagaglio di esperienza e quindi saranno ancora più combattivi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA