Estrazione di gas, presentate le osservazioni

Bomba. Si rafforza il fronte del no al progetto della Cmi Energia: associazioni e Regione si oppongono
BOMBA. Estrazione di gas sotto il lago di Bomba, “Gestione Partecipata Territorio”, Legambiente e Wwf si oppongono al progetto presentato dalla Cmi Energia: il principio di precauzione impone di bocciare anche il nuovo progetto per cui sono state presentate osservazioni. Per la terza volta in dieci anni, Cmi Energia ha riproposto un proprio progetto per lo sfruttamento del giacimento di gas naturale “Colle Santo” sito nel territorio di Bomba, Archi, Roccascalegna, Torricella Peligna, Pennadomo, Villa Santa Maria, Atessa e Colledimezzo. L’elaborato, depositato il 20 gennaio scorso, prevede la messa in produzione dei due pozzi realizzati a Bomba, la realizzazione di un gasdotto lungo circa 20 chilometri e la costruzione di una raffineria a Paglieta. «Per quanto Cmi Energia parli di modifica progettuale e approfondimenti tematici il progetto», affermano Massimo Colonna (Comitato Gestione Partecipata Territorio), Giuseppe Di Marco (Legambiente Abruzzo) e Filomena Ricci (Wwf Abruzzo) «è sostanzialmente lo stesso inviso alle comunità e alle amministrazioni locali, che da 10 anni lo osteggiano, e già bocciato due volte in ossequio al principio di precauzione sia dal comitato Via che dal Tar e dal Consiglio di Stato».
Le tre associazioni, con il contributo scientifico di alcuni professori della facoltà di Geologia dell’Università di Chieti, hanno inviato al comitato Via del ministero dell’Ambiente, le loro articolate osservazioni in opposizione alla nuova richiesta. In sintesi le associazioni contestano gli approfondimenti proposti da Cmi Energia bocciandoli come considerazioni «puramente teoriche, ricavate solo da calcoli e senza la necessaria conoscenza dei luoghi». I docenti della facoltà di Geologia fanno notare come l’evenienza di un terremoto sia tutt’altro che trascurabile e come non si possa in alcun modo escludere a priori che «mettere in produzione il giacimento “Colle Santo” possa contribuire a variazioni della pressione dei fluidi e dello stress locali tali da determinare processi di anticipazione del naturale tempo di ritorno dei terremoti dell’area».
Il documento delle associazioni va anche oltre e propone un confronto tra l’energia che potrebbe essere prodotta dallo sfruttamento del giacimento di gas naturale, fonte fossile non rinnovabile, e quella prodotta dalla grande derivazione per uso idroelettrico Sant’Angelo, fonte rinnovabile potenzialmente infinita. «È noto», affermano i tre rappresentanti delle associazioni, «da oltre 40 anni che per la situazione idrogeologica di luoghi, le due fonti di energia non possono essere sfruttate contemporaneamente e nella bilancia pesa assai di più quella rinnovabile. Per questo si chiede anche alla Regione di intervenire, per chiedere il rispetto delle regole e una corretta gestione del bacino idroelettrico».
Anche la Regione ha espresso parere “non favorevole” al nuovo progetto. Il parere negativo, espresso dal Comitato regionale Via, in occasione della riunione del 5 marzo scorso, è stato recepito dalla Giunta regionale con delibera, e inviato al Ministero dell’Ambiente, che dovrà completare l’istruttoria per la conclusione del procedimento. «L’ultima parola spetta ora al ministro Costa» affermano il vicepresidente Emanuele Imprudente e l’assessore all’ambiente Nicola Campitelli. Il comitato Via della Regione Abruzzo ha confermato i pareri già espressi nel 2016 e nel 2018.
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