Estrazioni, 40 sindaci scrivono a Mattarella

Paglieta. Via libera dal ministro a 11 pozzi per gas e petrolio: Graziani avvia la protesta per bloccarli
PAGLIETA . Sull’estrazione di gas e petrolio parte dal sindaco di Paglieta, Ernesto Graziani, un’iniziativa per bloccare l’azione del ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani. Graziani ha inviato una lettera aperta, co-firmata da altri 40 sindaci del Chietino tra i quali quelli di Lanciano (Mario Pupillo) e Atessa (Giulio Borrelli), al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi.
Sotto accusa è il documento del ministro Cingolani che ha dato il via alla concessione di undici nuovi pozzi per l’estrazione di gas e di petrolio di cui quattro in Adriatico. «Quando lei», scrive Graziani rivolgendosi a Draghi, «ha istituito il ministero della Transizione ecologica, tutti gli italiani hanno ritenuto che un nuovo corso di politica industriale si fosse aperto per l’Italia. Ma il ministro Cingolani ci ha fatto immediatamente comprendere che così non era, poiché si è affrettato ad approvare la compatibilità ambientale (Via) per 11 nuovi pozzi, per l’estrazione di gas e di greggio in mare e in terraferma, bloccati dal 2014». Dei pozzi autorizzati sei sono in terraferma (in provincia di Modena) e cinque in mare: due di fronte al delta del Po, tra Veneto ed Emilia; uno di fronte ad Ancona; uno in Sicilia di fronte a Licata; uno tra Abruzzo e Marche, di fronte a San Benedetto del Tronto, dell’Eni.
«Il ministro Cingolani», afferma Graziani che ha inviato la lettera anche al presidente Mattarella, ai presidente della Camera e Senato, ai segretari dei partiti di Governo, ai consiglieri regionali e a diverse associazioni ambientaliste, «ha così proceduto alla clamorosa smentita della politica proclamata dal governo e ha fatto questo calpestando l’Accordo di Parigi del 2015 e l’European Green Deal, varato dall’Unione europea. Egli inoltre ha fatto in modo che si pervenisse all’autorizzazione Aia anche per la contestatissima centrale di compressione Snam di Sulmona. E tutto questo mentre stiamo attraversando una crisi ecologica e climatica gravissima». La Ue nel suo “Rapporto sullo stato dei mari europei” ha rilevato che l’Adriatico, praticamente un “mare chiuso” soffre già ora di una pressione antropica del tutto insostenibile che sarebbe aggravata da eventuali perforazioni petrolifere. «Credo, presidente Draghi, che sia necessario un suo autorevole intervento», afferma Graziani, «che serva a cancellare gli improvvidi provvedimenti assunti dal ministro per la Transizione ecologica».

