Esuberi alla Carichieti prossima la negoziazione

12 Settembre 2015

Preoccupazione tra i dipendenti, se non si raggiunge l’accordo con sindacati i commissari potrebbero stabilire criteri al di là dei requisiti di anzianità

CHIETI. Gli esuberi alla Carichieti sono confermati. L’esigenza di indirizzo dei commissari Salvatore Immordino e Francesco Bochicchio parla di 135. Una indicazione che pur non avendo individuato il segmento di dipendenti che dovrà andare via sta creando molta preoccupazione tra il personale. A strettissimo giro dovranno essere convocati i sindacati per trattare un accordo. Che se non dovesse essere raggiunto i commissari predisporranno le uscite attraverso una serie di proposte che potrebbero andare al di là del meccanismo cosiddetto di scivolo. Non è detto, dicono alcuni funzionari della banca locale, che venga seguito il criterio dell’anzianità. Le situazioni sono diverse e molteplici. Il sistema di prepensionamento attraverso il meccanismo dello “scivolo”, applicabile attraverso il Fondo di Solidarità, ha come presupposto massimo cinque anni ancora di lavoro che comporta il pagamento dello stipendio nella misura del settanta per cento di quello attuale. Per fare un esempio, lo stipendio di un bancario della Carichieti con circa 40 anni di lavoro si aggira intorno ai 2.400 euro e se c’è un mutuo da pagare o dei figli da sostenere all’università le difficoltà sono enormi.

I sindacati sperano che gli esuberi vengano individuati tra quelli prossimi alla pensione o che abbiano maturato il prepensionamento. Inizia dunque, si parla della prossima settimana, la fase della negoziazione, che si annuncia difficile e lunga. I sindacati infatti non si esimeranno dal sollecitare i commissari a segnalare le persone che hanno avuto responsabilità tali da comportare la riorganizzazione della banca. Non è detto, dicono le rappresentanze sindacali, che a pagare sia solo il personale.

Del resto Bankitalia a luglio ha chiesto già il conto agli ex amministratori di Carichieti: 600 mila euro da dividere solidarmente tra nove ex amministratori, ma chiamati alle sanzioni sono stati anche gli ex componenti del collegio dei revisori dei conti anche se in misura minore.

Una manovra partita dal 14 settembre di un anno fa quando di fronte ai conti in rosso della Carichieti la banca centrale ha nominato Riccardo Sora commissario affiancato in seguito da Immordino e poi sostituito da Bochicchio. Il commissariamento può durare un anno e quindi in scadenza, ma probabile la proroga di altri sei mesi visto che si dovrà affrontare il delicato capitolo degli esuberi.

Dopo l’uscita di 135 persone che costerà inevitabilmente lacrime e sangue la banca così allagerita potrebbe essere ben più appetibile a un eventuale compratore.

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