Esuberi alla Sanmarco, appello alla politica

14 Maggio 2021

Atessa. Severo (Articolo 1): trovare soluzioni. L’assessore Bomba: questa vertenza diventi nazionale

ATESSA. «La politica a tutti i livelli si attivi per trovare soluzioni ai problemi economici e sociali che affliggono la Val di Sangro». Così Articolo 1, per voce del coordinatore locale Marco Severo, interviene sulla vertenza della Sanmarco Industrial che vede 80 lavoratori in cassa integrazione e a rischio esubero e solo 64 dipendenti al lavoro per la realizzazione di cassoni e componenti per il furgone Ducato della Sevel. Severo annuncia anche una interrogazione parlamentare per portare a livello nazionale «la situazione dei lavoratori della Sanmarco e della crisi industriale che ha investito la Val di Sangro e l’intero territorio frentano».
Martedì scorso a manifestare vicinanza e solidarietà ai lavoratori riuniti davanti ai cancelli in un sit-in sono andati il presidente della Provincia e sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, l'assessore comunale al lavoro, Patrizia Bomba (rappresentante in consiglio di Articolo 1) e il presidente del consiglio comunale di Lanciano, Leo Marongiu. «Abbiamo ascoltato le giuste ragioni dei lavoratori che denunciano la scarsa volontà dell’azienda nel trovare delle soluzioni eque per tutti i dipendenti», racconta Severo, «e che chiedono vicinanza e attenzione sulla vicenda da parte della politica locale. Ci rendiamo conto che la crisi economica che ha investito gli imprenditori e il mondo del lavoro è la più grave dell’ultimo secolo, ma questo non può e non deve ricadere totalmente sui lavoratori e soprattutto sulla loro dignità. Davanti quei cancelli», continua Severo, «abbiamo trovato padri di famiglia che vivono nell’incertezza del futuro, lavoratori esperti umiliati e privati del loro mestiere, ma soprattutto la paura più grande: quella di rimanere senza una fonte di reddito per sostenere le proprie famiglie. Quei lavoratori meritano delle risposte concrete».
«Vedere l'angoscia di quelle persone mi ha rattristato moltissimo», commenta l'assessore Bomba, «si tratta di padri di famiglia tra i 50 e 60 anni, difficilmente ricollocabili nel mondo del lavoro. Molti hanno contratto mutui con la promessa di un lavoro certo e adesso non sanno come fare. È una vera tragedia per il territorio. Ho intenzione di supportarli: faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per portare questa vertenza all’attenzione nazionale. La cosa grave è che rischia di rovinarsi il tessuto sociale di famiglie e territorio, con progetti per i figli da mantenere e da far studiare che vengono improvvisamente meno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA