Etichette illegali sulla carne: maxi multe

Blitz dei carabinieri forestali nei supermercati: sanzionate dodici aziende per un totale di 18mila euro
CHIETI. Ammonta a più di 18mila euro la multa complessiva che dodici aziende del settore alimentare dovranno pagare per aver messo in commercio carni con etichette fuori legge. A segnalare l’illecito, sono stati i militari del Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale del gruppo carabinieri forestale di Chieti. Le ditte multate hanno sede in Abruzzo, Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio, Puglia e nelle Marche. In alcuni supermercati della provincia di Chieti, i carabinieri forestali – coordinati dal tenente colonnello Marco Santilli – hanno trovato in vendita delle confezioni di salumi sottovuoto, in vaschette e in budello, che non rispettavano la normativa nazionale in ordine alla corretta etichettatura dei prodotti a base di carne. Più nel dettaglio: molti salumi erano stati prodotti in Italia ma non riportavano le indicazioni di legge.
Le etichette non mostravano chiaramente la diversa origine delle carni, ovvero stati membri dell’Unione Europea ed extra Ue. Secondo il decreto interministeriale (valido in via sperimentale fino al 31 dicembre prossimo e che integra il regolamento Ue), i produttori hanno l’obbligo di rendere percepibile l’origine della materia prima utilizzata nelle preparazioni a base di carne. Le ditte che producono in altri stati membri e che vendono in Italia non devono rispettare il decreto interministeriale.
«Al fine di assicurare una corretta e completa informazione ai consumatori, e per rafforzare la prevenzione e repressione delle frodi alimentari e della concorrenza sleale», spiegano i carabinieri forestali, «l’Italia ha adottato normative più restrittive rispetto alle previsioni comunitarie, introducendo l’obbligo di riportare nel campo visivo principale delle etichette di prodotti a base di ungulati domestici l'indicazione del luogo di provenienza della carne suina. Lo stesso accade per pasta, latticini e pomodori trasformati.
In base alla normativa comunitaria, l’obbligo di indicazione della materia prima utilizzata nella preparazione dei prodotti trasformati, è obbligatorio solo quando in etichetta è espressamente indicato il paese di origine dell'alimento».
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