Evade dai domiciliari e va a rubare

Finisce in carcere una 45enne sorpresa ad arraffare oggetti tecnologici in un negozio
CHIETI. È finita in carcere perché, nonostante fosse ai domiciliari, continuava a violare le prescrizioni per rubare nei negozi di San Giovanni Teatino. Pamela Di Renzo, 45 anni, originaria di Tocco da Causaria e residente a Pescara, è stata arrestata per la seconda volta in pochi giorni dai carabinieri della stazione di Sambuceto, coordinati dalla tenente Maria Di Lena: ora è rinchiusa nella casa circondariale di Rebibbia, a Roma.
L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal giudice Anna Fortieri dopo la segnalazione inviata dai militari dell’Arma sull’episodio avvenuto lo scorso 22 luglio. Quella mattina Di Renzo si è allontanata dalla sua abitazione, dove si trovava sottoposta alla misura cautelare da maggio, e ha raggiunto il negozio di elettronica di via Po, a Sambuceto, con L’intento di rubare. Dopo aver sottratto della merce nascondendola in una borsa, la 45enne si è data alla fuga, passando dall’uscita “senza acquisti” e riuscendo a evitare il controllo del vigilante. Quando il personale in servizio nell’attività commerciale si è accorto del furto, è partita la telefonata al 112. Le ricerche dei carabinieri sono scattate immediatamente e hanno consentito di rintracciare e fermare la donna a non molta distanza, in via Aldo Moro.
Dal successivo controllo è emerso che Di Renzo aveva portato via da Mediaworld prodotti per un valore di oltre 420 euro, ovvero due cuffie marca Jbl, due webcam Logitech e un epilatore Braun. Non solo: dagli accertamenti dei militari è venuto fuori che la donna non avrebbe potuto allontanarsi dalla sua abitazione pescarese. A quel punto, sono scattate le manette con le accuse di furto aggravato, evasione dagli arresti domiciliari e rifiuto di dare indicazioni sulla propria identità personale. Dopo una notte trascorsa in camera di sicurezza, il giudice ha convalidato l’arresto della donna e disposto nuovamente i domiciliari. Così, nei giorni scorsi, considerando la totale mancanza di rispetto da parte di Di Renzo delle prescrizioni imposte, il tribunale di Pescara ha deciso di aggravare la misura disponendo il carcere. (g.let.)

