Evade per comprare la birra, giovane torna ai domiciliari

LANCIANO . Prima il rinvio a giudizio perché aggredì e picchiò l’allora dirigente dell’avvocatura comunale Giovanni Carlini e l’ufficiale giudiziario R.D.A. che si erano recati a casa per...
LANCIANO . Prima il rinvio a giudizio perché aggredì e picchiò l’allora dirigente dell’avvocatura comunale Giovanni Carlini e l’ufficiale giudiziario R.D.A. che si erano recati a casa per notificargli lo sfratto; poi il processo per direttissima perché evaso dai domiciliari per comprare la birra. Giornata intensa ieri per Alessio Fanci, 25 anni di Lanciano, che continua a far parlare di sé in città.
Difeso dall’avvocato Massimiliano Sichetti, è infatti ai domiciliari dal 27 giugno scorso accusato di atti persecutori, violenza privata e lesioni verso l’ex fidanzata, a cui si è aggiunto un secondo provvedimento il 7 luglio scorso per la tentata estorsione ad un bar di via Del Mare. Sabato pomeriggio è evaso dai domiciliari. Le forze dell’ordine, che negli ultimi mesi ha minacciato di continuo anche con armi - un machete e una katana - e per i quali ha rimediato delle denunce, lo hanno arrestato mentre rientrava a casa con delle bottiglie di birra. A processo per direttissima, al giudice Giovanni Nappi, Fanci ha spiegato che vivendo da solo deve potersi muovere per comprare da mangiare e bere. L’arresto è stato convalidato dal magistrato, ritorno ai domiciliari per Fanci e processo aggiornato al 7 settembre come chiesto dall’avvocato Sichetti.
Ma poco prima il giudice Nappi aveva avuto a che fare con il 25enne nell’udienza preliminare in cui era imputato per minacce e lesioni aggravate a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma: picchiò e minacciò con un coltello a serramanico il dirigente dell’avvocatura comunale Carlini e l’ufficiale giudiziario R.D.A. che il 20 settembre 2017 si erano recati a casa per notificargli lo sfratto. Lo ha rinviato a giudizio, come chiesto dal pm Francesco Carusi, con il processo che inizierà il 26 aprile 2022. La mattina del 20 settembre 2017 Carlini e l’ufficiale giudiziario eran andati nell’abitazione di Fanci, una casa parcheggio, per riprendere le chiavi perché la occupava abusivamente. L’uomo però dopo averli insultati uscì con un coltello a serramanico e li minacciò di morte: «Se non ve ne andate vi faccio la pelle a tutti e due». Poi afferrò per un braccio Carlini e lo colpì con pugni al volto e al fianco, provocandogli lesioni guaribili in 15 giorni. (t.d.r.)

