Evasione fiscale, imprenditore condannato a due anni

26 Gennaio 2018

CHIETI. Si sarebbe “dimenticato” di dichiarare al fisco che nel 2012 aveva guadagnato oltre 800mila euro. Nel 2013 avrebbe inoltre emesso fatture per operazioni inesistenti per quasi 20mila euro. E...

CHIETI. Si sarebbe “dimenticato” di dichiarare al fisco che nel 2012 aveva guadagnato oltre 800mila euro. Nel 2013 avrebbe inoltre emesso fatture per operazioni inesistenti per quasi 20mila euro. E infine avrebbe emesso anche passivi fittizi. È quanto gli ha contestato la procura alle cui tesi accusatorie ha dato ragione ieri in tribunale il giudice Maria Isabella Allieri. L’imprenditore di Francavilla Nicola Rapino, di 53 anni, difeso dall’avvocato Monica D’Amico, è stato perciò condannato a 2 anni di carcere (pena sospesa). L’imprenditore francavillese è stato accusato a partire dalla gestione dell’agenzia immobiliare Centro Immobiliare Unipersonale. Il Centro, si legge sul capo di imputazione, «al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, ometteva di dichiarare nel 2012 elementi reddito per un ammontare complessivo 806.391 euro». Inoltre, «al fine di consentire al Centro Studi Casa srl l’evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto, emetteva fatture afferenti ad operazioni inesistenti per complessivi 19.335 euro». Infine, «in qualità di legale rappresentante della Centro Studi Casa, al fine di evadere le imposte, avvalendosi di fatture per operazioni inesistenti, indicava nella dichiarazione del 2013 elementi passivi fittizi».