Ex asilo, demolita la casa del custode

Vasto. Protesta il Comitato civico: «Opera di valore, vicenda sconcertante»
VASTO. «Una colata di asfalto al posto della casa del custode». Il Comitato cittadino per l’ex asilo Carlo della Penna torna a far sentire la sua voce dopo la demolizione dell’edificio che un tempo ospitava il custode. «È il triste esito di una vicenda per alcuni versi sconcertante», attacca il sodalizio, «ne abbiamo parlato più di una volta, nei dettagli, con politici e tecnici comunali. E a più riprese ci siamo pubblicamente espressi in difesa di un’opera certo non priva di valore. Ma, avevamo aggiunto, in questa vicenda c’è un lato oscuro. La cosiddetta servitù di passaggio, che si prescrive dopo 20 anni quando - come nel nostro caso- non sia mai stata esercitata. E di conseguenza la particella catastale in questione, sempre a norma del codice civile, avrebbe potuto essere gratuitamente acquisita al patrimonio pubblico per usucapione. Cosa abbia indotto il Comune di Vasto a ignorare il codice civile, ad accollarsi le spese, e a distruggere un edificio di pubblica proprietà non privo di valore è una domanda che da anni attende una risposta».
L’ex asilo Carlo Della Penna, donato alla fine degli anni Cinquanta dall’omonimo mecenate, è stato demolito. L’edificio, sulla cui sorte ha vigilato in questi anni l’omonimo Comitato composto da Davide Aquilano, Carlo Centorami, Michele Celenza e Mercurio Saraceni, sarà destinato a Polo dell’infanzia, nel rispetto della donazione fatta al Comune dal mecenate vastese. Ospiterà 120 bambini della scuola dell’infanzia e 50 dell’asilo nido. Il nuovo edificio conserverà la forma originaria, quindi con lo stesso ingombro della struttura demolita e sarà “Nearly zero energy building”, cioè ad alte prestazioni energetiche, con pannelli solari e tetto in legno. L’ex asilo, oggetto a più riprese di raid vandalici e in totale abbandono da decenni, era arricchito da un grande pannello in bronzo presente sulla parete frontale esterna, opera dello scultore Ennio Manfrini, raffigurante “Il trionfo del lavoro”, che il Comune si è impegnato a recuperare. (a.b.)

