Ex asilo inagibile? «Non ci risulta»

Cinque consiglieri attaccano: chiuso dopo il sisma dell’Aquila, ma nessuna perizia
VASTO. È stato chiuso e dichiarato inagibile nel 2009 dopo il terremoto che ha distrutto l’Aquila, ma tra la documentazione non c’è traccia di verbali, perizie o sopralluoghi che dichiarino l’instabilità dell’edificio. Si apre un nuovo e per certi versi sconcertante capitolo per l’ex asilo Carlo Della Penna, abbandonato al degrado e all’incuria e destinato ad essere abbattuto per far posto a una nuova struttura con il contributo di capitali privati. A svelare l’ennesimo retroscena è l’opposizione consiliare che si è presa la briga di spulciare tra le carte alla ricerca di documenti attestanti l’inagibilità della scuola.
«Dalla lettura dell’ordinanza firmata dal sindaco Luciano Lapenna il 10 aprile 2009, è possibile evincere importantissime e fondamentali carenze e omissioni», attaccano i consiglieri di minoranza Massimo Desiati, Etelwardo Sigismondi, Davide D’Alessandro, Nicola Del Prete e Andrea Bischia, «non vengono richiamati, e quindi bisogna presumere non esistano, alcuna perizia, alcun verbale, alcun rapporto degli uffici comunali né dei vigili del fuoco che attestino la presenza di lesioni e che, comunque, dichiarino una qualche instabilità dell’edificio; non si fa alcun cenno a incarichi a chicchessia, neanche agli uffici tecnici comunali, per la redazione di perizie e stime delle opere necessarie a un consolidamento; non si dispone la realizzazione delle prime opere provvisionali di sostegno e puntellamento in attesa di provvedimenti a carattere duraturo; manca la vera e propria dichiarazione di inagibilità, limitandosi l’ordinanza a dichiarare, solo in premessa, la presenza di “evidenti lesioni strutturali che rendono inagibile la predetta struttura”; dichiarazione, peraltro, non supportata da alcuna perizia tecnica o verbalizzazione relativa allo stato dei luoghi».
Per i cinque consiglieri, che hanno svolto anche una piccola indagine interna, i tecnici del settore lavori pubblici non hanno effettuato alcun sopralluogo nell’ex asilo per verificarne l’inagibilità. «Si tratta di errori, omissioni, carenze di carattere amministrativo o peggio?», chiedono gli esponenti della minoranza, «a questo punto è lecito pensare possano esistere propositi di carattere politico-amministrativo che facciano supporre, nel futuro anche prossimo, la volontà, supportata da una inderogabile necessità, sospinta dal solo dichiarato ma non documentato, stato della struttura, di cedere il bene immobile da parte del Comune».
Anna Bontempo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

