Ex caserma Bucciante: Di Primio cala l’asso Alfano

4 Luglio 2014

Corsa politica alla primogenitura. Il sindaco accoglie il sottosegretario e poi esulta: «Diventerà un polo culturale». Ma non è ancora del Comune

CHIETI. «Chieti diventa per noi un modello da seguire in quanto ha già pensato a come valorizzare le caserme della città dismesse». Sono le prime parole del sottosegretario al ministero della Difesa, con delega al patrimonio, onorevole Gioacchino Alfano. Ospite d’onore del capoluogo teatino nella giornata in cui il ministero della Difesa ha riconsegnato nelle mani dell’Agenzia del demanio la caserma Bucciante, sede dell’ex ospedale militare.

Adesso verrà presa in considerazione la richiesta di acquisizione della caserma presentata dal Comune nel novembre scorso. «Ci rimettiamo al volere dell’Agenzia del demanio che, però, difficilmente - afferma il sindaco Di Primio - deciderà di non assecondare il volere della collettività. Ovvero di trasformare la Bucciante in un polo culturale d’eccellenza capace di accogliere nei suoi spazi la biblioteca De Meis, che acquisirà una valenza regionale, ed una serie di attività dell’università D’Annunzio a cui intendo affidare il progetto di valorizzazione dell’ex ospedale militare».

Intanto si moltiplicano i flash per immortalare una giornata organizzata a puntino dal sindaco che ha capito come sul riutilizzo della caserma Bucciante si giochi una partita politica importante contro il centrosinistra a meno di un anno dalle prossime elezioni comunali.

Non a caso, sull’argomento, resta alta la tensione tra Di Primio, collega di partito di Gioacchino Alfano, e l’onorevole Giovanni Legnini, sottosegretario all’Economia. Il quale si è fatto promotore del tavolo prefettizio pensato per riempire le tante sedi pubbliche della città svuotate di valore ed ha stigmatizzato con forza «l’atteggiamento tronfio del sindaco». Che comunque, ieri, ha acquisito punteggi pesanti agli occhi della cittadinanza.

IL SOTTOSEGRETARIO. Si è presentato in abito scuro, sorridente e quasi spiazzato da tanto interesse suscitato dal futuro delle caserme cittadine dismesse. Ha elargito strette di mano ed è entrato in punta di piedi nella sala consiliare del Comune stracolma di rappresentanti delle 76 associazioni che compongono il comitato capace di raccogliere ben 8.050 firme per perorare la causa dello spostamento della De Meis nella Bucciante.

Le firme, peraltro, sono state relegate in un libro consegnato al sottosegretario Alfano da Giampiero Perrotti, portavoce del comitato. «Sono emozionato per questa civilissima proposta popolare. Sono stato sindaco per dieci anni e spero di essere degno - ha esordito così Alfano - di un luogo come un’aula consiliare che esprime la collettività locale». Poi però concetti chiari sulla restituzione, gratuita, della caserma Bucciante: «Spetta alle istituzioni del territorio valorizzare questi ex siti militari con una pianificazione urbanistica ad ampio raggio. In tal senso il Comune di Chieti - dice Alfano- può essere un modello da seguire».

LA BUCCIANTE. Potrebbe diventare del Comune subito dopo l’estate. Il 22 luglio, intanto, è in programma un’assemblea pubblica per tracciare il futuro utilizzo dell’ex ospedale militare. «Bisogna concretizzare in un progetto organico le idee già tracciate per poter trovare i fondi necessari - afferma il sindaco - che potrebbero arrivare anche dall’Europa. Di sicuro offriremo il massimo apporto al tavolo istituito in prefettura».

E LE ALTRE CASERME? La Berardi è passata ai carabinieri liberando, da qui a breve, altre caserme cittadine. «La caserma di Madonna degli Angeli si presta a diventare una cittadella della pubblica amministrazione mentre intendiamo trasformare la caserma Rapino - annuncia il sindaco - in un parco verde per lo Scalo. La caserma dei carabinieri di via Arniense, invece, potrebbe ospitare gli uffici della Procura». Ma è tutto ancora da fare.

Jari Orsini

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