Ex Ciaf, cala il sipario «Ma ora quell’area bisogna bonificarla»

19 Dicembre 2018

Atessa. Il Servizio rifiuti della Regione boccia l’impianto Nelli (Legambiente): la Val di Sangro punti sull’ecodistretto

ATESSA. È stata presa con compiacimento da Legambiente il no del Servizio gestione rifiuti della Regione all’autorizzazione alla Ciaf per lo smaltimento e trattamento rifiuti speciali e industriali. A luglio, la EcoEridania ha rinunciato all’operazione ex Ciaf, ma non bastava per scongiurare riapertura dell’azienda che ha gli stabilimenti a Piazzano: difatti rimaneva in sospeso l’autorizzazione concessa alla Ciaf nel 2011. Adesso rimangono in sospeso due questioni: una pratica, cioè come convertire l’area dove sorge la ex Ciaf; l’altra, più generale sulla Val di Sangro, sul ripensamento dell’economia circolare, sull’ecodistretto. «Abbiamo contribuito affinché questo risultato fosse raggiunto», afferma Luzio Nelli, di Legambiente, «un ringraziamento va alle altre associazioni ambientaliste, alle amministrazioni comunali, ai cittadini e alla Regione, tutti abbiamo lavorato verso un’unica direzione». La richiesta della revoca dell’autorizzazione alla Ciaf arriva dopo la decisione del Comitato di valutazione che ha respinto con parere negativo la realizzazione dell’impianto Di Nizio per il trattamento di rifiuti ospedalieri con annesso stoccaggio per rifiuti pericolosi e non. «Ora i tempi sono maturi», dichiara Nelli, «per dare il via ad un percorso nuovo in Val di Sangro e abbiamo le condizioni ottimali per la realizzazione di un ecodistretto. Su questo tema la nostra associazione si impegnerà per costruire ad Atessa un tavolo di confronto con i massimi esperti del settore».
Nelli auspica per la Val di Sangro la cosiddetta economia circolare: «È un percorso innovativo d’inclusione legato alla sostenibilità. Il segreto è nel recupero delle materie ed è questo un passaggio obbligato vista la carenza di risorse e la necessità di ridurre l’impatto sull’ambiente dato dai rifiuti. Bisogna puntare a una trasformazione infrastrutturale-tecnologica che tende a eliminare ogni forma di uso dei combustibili fossili e al riciclo dei materiali». Per quanto riguarda l’area dove sorge la Ciaf, per Nelli «va bonificata e riqualificata, i nuovi insediamenti vanno studiati e devono essere compatibili con quell'area che adesso ha delle caratteristiche diverse da quando fu impianta la Ciaf».
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