Ex cinema Eden nell’abbandono: 7 dirigenti comunali sotto accusa

5 Gennaio 2020

L’edificio in pieno centro storico acquistato dal Comune e mai utilizzato. «Adesso è invaso dai topi» Ipotizzato un danno alle casse pubbliche di oltre 185mila euro: «Paghino il risarcimento all’ente»

CHIETI. In sette finiscono sotto accusa per l’ex cinema Eden lasciato nell’abbandono. La Corte dei conti ipotizza un danno alle casse pubbliche di oltre 185mila euro nella gestione dell’edificio di via Cesare De Lollis, in pieno centro storico, acquistato dal Comune e mai utilizzato. Il vice procuratore generale Roberto Leoni ritiene responsabili i dirigenti comunali che, nel corso degli ultimi anni, hanno guidato il Settore patrimonio: Gianfranco Attili, 60 anni, Valerio Roberto Cavallucci (64), Giuseppe La Rovere (68), Franco Rispoli (60), Paolo Intorbida (57), Angela Assunta Falcone (60) e Silvana Marrocco (64). A tutti è stato notificato l’«invito a dedurre», ovvero un avviso di garanzia della magistratura contabile, che ha consentito loro di presentare documenti o chiedere di essere interrogati per respingere gli addebiti.
Per riepilogare le fasi dell’inchiesta, bisogna tornare indietro al 2018. L’11 gennaio la guardia di finanza ha informato la procura della Corte dei conti «di aver riscontrato che il Comune di Chieti ha acquistato il cinema Eden, ubicato nel palazzo Martinetti-Bianchi, pagando una rilevante somma ai suoi proprietari. A tutt’oggi l’immobile, pur essendo acquisito per finalità pubbliche, non ha avuto alcun concreto utilizzo e versa in uno stato di completo abbandono». Dagli ulteriori accertamenti del nucleo di polizia economico finanziaria è emerso che, nel 2004, il Comune, «interessato ad acquisire l’immobile “per realizzare nel centro storico di Chieti la Cittadella della cultura comprendente il Teatro Marrucino, palazzo Massangioli e palazzo Martinetti”, pur in presenza di riserve formulate dall’Organo di revisione circa la regolarità degli atti preliminari, è addivenuto all’acquisto del bene per la somma pattuita di 516.457 euro». Complessivamente, se si aggiungono i costi della progettazione esecutiva e della ristrutturazione, il Comune ha sostenuto una spese complessiva di 954.857 euro. Ma l’immobile non è mai stato utilizzato. «Dalla stima effettuata dall’Agenzia del territorio», scrive il vice procuratore Leoni, «il bene ha subito un deprezzamento che, prescindendo dalle variazioni di mercato, è stato determinato dalla “grave incuria riscontrata nella sua custodia, che, di fatto, lo ha reso inutilizzabile per qualsiasi suo concreto impiego e, per giunta, non appetibile a terzi acquirenti per altre finalità nel caso di una sua programmata alienazione». Le fiamme gialle hanno riferito che «il bene versa attualmente in uno stato di assoluta fatiscenza, completamente sprovvisto di infissi e oggetto di numerose infiltrazioni di acque piovane nonché di umidità capillare emergente dalle sue fondamenta. L’immobile ha trovato, come suo mero impiego, solo quello di essere stato adibito come magazzino di alcune suppellettili e scenografie provenienti dal Teatro Marrucino». Non solo: l’ex cinema «è stato invaso da colonie di gatti, piccioni e ratti, che hanno ulteriormente peggiorato lo stato dei suoi locali». La procura contabile è arrivata alla conclusione che «la particolare incuria con la quale l’immobile è stato trattato negli anni ha causato una perdita di valore patrimoniale» stimata in 185.476,08 euro. Sempre per l’accusa, «il pregiudizio patrimoniale sofferto dal Comune è da attribuire, sotto il profilo causale, ai dirigenti comunali che risultano esser stati preposti alla direzione del Settore patrimonio. Il pregiudizio è da collegare a condotte omissive, connotate da particolare negligenza e incuria, che inducono a qualificarle come affette da colpa grave». Dunque, in relazione al periodo in cui sono rimasti alla guida del settore comunale, è stato chiesto un risarcimento di 60.669,70 euro ad Attili, 5.200,26 euro a Cavallucci, 15.600,78 euro a La Rovere, 36.401,82 a Rispoli, 39.868,66 euro a Intorbida, 20.801,04 euro a Falcone e 6.933,68 euro a Marrocco.