Ex conceria all’asta, adesso il valore crolla

20 Novembre 2018

Dopo due vendite giudiziarie deserte, il prezzo base arriva a zero: ma servono 3 milioni per la bonifica

CHIETI. Prezzo base d’asta: «Zero euro». Crolla il valore dell’ex conceria Cap di via Penne 68. Dopo due aste andate deserte, il prossimo 25 gennaio 2019 si partirà proprio da «zero euro» con «rilanci minimi di 5mila euro». Ma comprare i ruderi dei capannoni, anche per soli 5mila euro, non è un affare per nessuno: il sito dell’ex conceria è un concentrato di veleni che continuano a inquinare la zona circostante. Sostanze tossiche come il clorometano, il cloruro di vinile, il dicloroetano, il dicloroetilene, il tricloroetilene e il tetracloroetilene. Per bonificare l’area, attualmente di proprietà di una società fallita, la Revi srl di Roma, servono oltre 3 milioni di euro: «Il costo complessivo delle opere di bonifica, attualizzato ad agosto 2018, è presumibilmente indicabile in euro 3.583.303,76 salvo più approfondita verifica», dice una perizia dello studio de Marinis-de Pinedo & Partners di Roma. E chi compra l’ex Cap dovrebbe sostenere, oltre al prezzo di acquisto, anche le spese della bonifica: troppo per spingere qualcuno a farsi avanti. Ecco perché le precedenti vendite all’asta, a una base di 355mila euro, sono andate a vuoto: «Il costo di acquisto maggiorato del costo delle opere di bonifica e delle ipotizzabili opere di ristrutturazione ed adeguamento funzionale del compendio immobiliare», spiega ancora la perizia, «non rendono il compendio immobiliare alienabile sul mercato ordinario». A questo punto, per tentare di vendere il complesso, il giudice delegato Claudio Tedeschi ha dato il suo benestare alla vendita a partire da «zero euro».
L’annuncio di vendita all’asta dell’ex Cap riassume tutti i punti critici di una struttura fatiscente: «Libero e in pessimo stato di manutenzione, pericolante in più punti. Presenti fenomeni di inquinamento ambientale, rilevanti vincoli urbanistici per necessità di verifica ambientale, difformità catastali». L’ex conceria è un disastro. Lo sa il Comune che, 8 mesi fa, ha chiesto alla Regione di sostituirsi alla proprietà e di avviare la bonifica perché l’inquinamento, nonostante le attività dismesse da anni e anni, continua: «La società fallita», dice la perizia, «ha predisposto un progetto di bonifica dell’immobile, contenente una prima quantificazione degli oneri, per i quali la pubblica amministrazione che li anticiperà sarà garantita da privilegio speciale». (p.l.)