Ex discarica sequestrata «La bonifica non si ferma»

Tollo, il blitz della Forestale non intacca le operazioni di risanamento della zona Il sindaco Radica: dalle nostre analisi mai superati i limiti sull’inquinamento
TOLLO. «Il sequestro del sito dell’ex fornace Gagliardi non intaccherà le operazioni di bonifica dell’area di contrada Venna per cui abbiamo ricevuto un finanziamento regionale di 550mila euro». Parola del sindaco di Tollo, Angelo Radica.
Dopo il blitz di giovedì mattina da parte della Forestale di Ortona che ha messo i sigilli a circa 13mila metri quadrati di terreno su cui, negli anni ’90, sono stati scaricati rifiuti speciali giunti illecitamente da varie regioni del Nord, la domanda che molti si sono posti è se questa operazione avrà delle ripercussioni sull’intervento di bonifica del sito che sembrava ormai prossimo. Il primo cittadino di Tollo ha tranquillizzato negando ogni possibile intoppo nell’intervento che porterà a risolvere definitivamente l’annoso problema.
A tal proposito, i forestali non hanno sequestrato i due capannoni in cui in passato è stata stoccata “provvisoriamente” una parte dei rifiuti posti dentro dei big bags. Il mancato sequestro è dovuto proprio al fatto che sono in itinere attività propedeutiche allo smaltimento di quei rifiuti. Radica, comunque, è tra i quattro indagati che dovranno rispondere della presenza di valori anomali nelle acque di scarico, verosimilmente riconducibili al percolato prodotto dai rifiuti, e delle eventuali conseguenze sull’ambiente derivanti da tali condotte illecite, ma ribadisce di essere tranquillo per la sua posizione. Con lui sono indagati anche l’ex sindaco Angelo Gialloreto, il dirigente della Regione, Franco Gerardini, e il progettista della bonifica dell’area, Giovanni Leve.
«Il Comune negli ultimi anni ha effettuato tre analisi periodiche da cui non è risultato nessun superamento dei limiti», sostiene il sindaco, «tranne qualche piccola alterazione che, però, ci dissero potesse dipendere dal contenuto del terreno. Dai dati in mio possesso, quindi, non sono mai emersi elementi preoccupanti. Abbiamo saputo solo nelle ultime ore, con il sequestro dell’area, dei valori anomali». E il primo cittadino si è messo subito in moto per riparare al danno: «Abbiamo incaricato una ditta per isolare questi scarichi e non permettere più, attraverso opere di decantazione, che raggiungano il fiume Venna».
Radica, poi, commenta con un velo di polemica il fatto di non essere stato avvisato di queste irregolarità dalle autorità preposte: «È un po’ bizzarra la situazione, perché se lo avessi saputo avrei provveduto immediatamente. Invece ne sono venuto a conoscenza solo dopo che sono stato denunciato all’autorità giudiziaria».
La procedura di bonifica andrà avanti e il primo lotto del progetto da 50mila euro è stato già aggiudicato. Nei prossimi mesi, infine, dovrebbero essere affidati anche gli altri due lotti.
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