Ex Honeywell, da Baomarc nessun segnale
Atessa. Assunzioni ferme nonostante le promesse del gruppo cinese di riprendere operai da ottobre
ATESSA. Che fine hanno fatto le prime venti assunzioni in Baomarc che avrebbero dovuto essere operative a giorni e che ne è dell'avvio dell'ambizioso piano di reindustrializzazione nella ex Honeywell? Sembra prolungarsi ancora l'odissea che sta riguardando 162 dipendenti dell'ex colosso dei turbo compressori che, dopo la delocalizzazione in Slovacchia, ha licenziato 330 dipendenti. Una vertenza durata oltre un anno e l’attività ferma dal 5 marzo del 2018, la situazione pareva essersi sbloccata questa estate, con il passaggio di proprietà dello stabilimento di contrada Saletti tra la Honeywell, che ha ceduto l'intero fabbricato gratuitamente, e la Baomarc, multinazionale con proprietà cinese che vuole avviare in Val di Sangro un centro per la realizzazione e commercializzazione dell'acciaio.
Ma le ultime notizie riguardo la Baomarc sono ferme ai primi di settembre, quando ad Atessa e nello stabilimento Baomarc di Lanciano è arrivata una delegazione di una ventina di responsabili del colosso cinese. La visita nell'ex stabilimento Honeywell era stata positiva e si paventava l'idea che già da ottobre sarebbero iniziati il trasferimento dei macchinari e i primi colloqui per stabilire chi potesse entrare a far parte nel rinnovato stabilimento tra i 330 espulsi dal mercato del lavoro. I sindacati avevano chiesto regole certe e chiare per la scelta di 162 ex dipendenti e che i colloqui iniziassero il prima possibile. Ad oggi tutto tace. La situazione resta quindi critica, anche perché la Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego, l’indennità mensile di disoccupazione che percepiscono gli ex dipendenti Honeywell), decresce con il passare dei mesi e dura in tutto solo 22 mensilità. La prima fase del piano industriale della Baomaec prevede la produzione di componenti di acciaio per auto e veicoli commerciali nell’ex stabilimento Honeywell, a poche decine di metri dal cliente principale: la Sevel. Per avviare la produzione sono previste le prime venti assunzioni a breve. Nella seconda fase è stata pianificata la realizzazione di un centro servizi di taglio dell'acciaio con l’implementazione di tre nuove linee produttive. Per un investimento totale previsto di circa 22 milioni di euro.
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