«Ex Honeywell, il governo chiami Baomarc»

27 Maggio 2020

La vertenza di Atessa, Rifondazione comunista lancia l’appello in difesa dei lavoratori licenziati

ATESSA. Accendere i riflettori sui lavoratori ex Honeywell. È quello che chiede Rifondazione Comunista, tramite il segretario regionale Marco Fars, a seguito della protesta pacifica, domenica scorsa davanti lo stabilimento di Atessa, di una sessantina di lavoratori. «La fuga in Slovacchia della multinazionale statunitense», interviene Fars, «che per anni ha ricevuto sussidi dallo Stato, ha scippato il territorio e lasciato senza lavoro 360 dipendenti. Ci è voluto un anno per stendere l’accordo per la cessione alla Baomarc nella sede del Mise e 6 mesi dopo la firma, l’azienda chiede ulteriori 6 mesi per avviare la riconversione dello stabilimento e l’assunzione di parte dei lavoratori, a causa dell’emergenza Covid-19. È grave che i lavoratori siano lasciati nell’incertezza e siano costretti a riaprire una vertenza che si credeva andata a buon fine. Non possono essere, ancora una volta», prosegue il segretario di Rifondazione Comunista, «i lavoratori, a pagare ulteriori ritardi. La Regione Abruzzo e il governo (Mise) si diano una mossa e convochino l’azienda, per dare seguito a quanto già stabilito 6 mesi fa pur nelle forme dovute alla garanzia della sicurezza dei lavoratori in epoca di coronavirus. Facciamo presente che il governo e la Regione hanno impegnato fondi propri per il subentro della Baomarc».
Dei 360 dipendenti della ex Honeywell solo 162 saranno riassorbiti dalla Baomarc. «Che fine faranno gli altri lavoratori», chiede Fars, «quando termineranno i benefici degli ammortizzatori sociali in scadenza? Per tutti, gli ammortizzatori sociali sono agli sgoccioli e quindi è necessaria una soluzione “ponte” che accompagni e sostenga il reddito dei lavoratori fino a quando non saranno riassorbiti dalla Baomarc. Occorre massima vigilanza sui tempi della riconversione e sul riassorbimento delle maestranze, le furberie non sono concesse». (d.d.l.)