Ex Ipab, Tilli come De Falco Sostituito dopo le denunce

La giunta D’Alfonso nomina un giornalista al posto del dirigente della Regione che con un suo esposto ha fatto entrare la procura negli Istituti San Giovanni
CHIETI. Denuncia la misteriosa sparizione dei soldi delle pazienti, fa scattare una delicata inchiesta che riserverà clamorosi sviluppi ma sul più bello viene sostituito dalla Regione. Ezio Tilli come Gregorio De Falco? Il commissario delle case di riposo di chieti rimosso come il capitano di fregata che striglio Schettino: (urlando “torna a bordo c...!”) e diventò un eroe. La notizia, decisa dalla giunta D’Alfonso, del cambio al vertice delle Case di riposo è stata tenuta segreta ed è trapelata quasi per caso.
Concezio Tilli detto Ezio è un dirigente della Regione Abruzzo, lavorava nel settore agricoltura, quindi nell'assessorato di Mauro Febbo, ex giunta di centrodestra, quando viene decisa la sua nomina a commissario degli istituti riuniti San Giovanni Battista ex Ipab, per cercare di rimettere in ordine i conti della casa di riposo di Chieti.
É il 31 marzo scorso quando Tilli prende carta e penna e scrive alla procura di Chieti. Invia al magistrato una circostanziata denuncia in cui fa nomi e cognomi di cinque anziane degenti dell’ex Ipab di piazza Garibaldi e indica altrettanti conti correnti postali improvvisamente svuotati nell’arco degli ultimi tempi. Si trattava di risparmi anche di consistente entità. Partivano da un minimo di 12 mila fino a 57mila, per un totale di 109mila euro. Nell’esposto, il commissario Tilli sollevava sospetti e soprattutto si chiedeva per quale motivo degenti in cura e assistiti in regime di accreditamento, quindi senza alcuna spesa da sostenere avessero invece dilapidato delle piccole fortune, investendo quei soldi principalmente in cure mediche da sostenere fuori dalle quattro mura della casa di riposo.
L’esposto-denuncia del dirigente dell’assessorato di Febbo viene depositato al magistrato innescando una inchiesta alla vigilia delle scorse elezioni regionali, vinte da Luciano DAlfonso. Solo dopo l’esito del voto, però, la notizia dell’inchiesta trapela e crea clamore in città. Nel frattempo la pg della procura era già entrata nell’ex Ipab per interrogare i dipendenti molti dei quali hanno subito assunto un atteggiamento di collaborazione. L’inchiesta negli ultimi due mesi ha subito una accelerazione. É condotta dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo che ha iscritto 3 nomi nel registro degli indagati. La polizia giudiziaria della procura peraltro è stata affiancata dalla Guardia di finanza che sta conducendo verifiche sulle fatture rilasciate dai medici che hanno fornito prestazioni agli anziani. Ma c’è di più. Gli investigatori hanno cominciato a battere anche una seconda pista, quella delle piccole somme che, di tanto in tanto, i familiari dei pazienti consegnano ai proprio cari. Queste somme vengono affidate temporanemente ai dipendenti della casa di riposo che le custodiscono. Parliamo di cifre che vanno da un minimo di 500 a un massimo di 1500 euro. Ebbene la pg ha scoperto che anche in questo caso ci sono state misteriose sparizioni e indagando avrebbe accertato una presunta responsabilità di due dipendenti. In un caso i soldi di una paziente sarebbero stati persino spesi per pagarsi una vacanza. Ora, in piena e delicata indagine la Regione, guidata dalla nuova giunta di centrosinistra, applicando le regole dello spoil system toglie dalla scena proprio il commissario che ha innescato l’inchiesta e chiedeva chiarezza sulla sparizione dei soldi delle pazienti.
Al posto di Tilli è subentrato Dario Recubini, un giornalista che si è occupato per anni di treni e ferrovie.

