Ex Scuola all’aperto da abbattere, in arrivo sette aule per il De Titta

La Provincia pronta a realizzare un’ala per l’istituto superiore ma la demolizione spetta al Comune Servono 150mila euro per radere al suolo l’edificio. L’assessore Di Campli: «Valuteremo il da farsi»
LANCIANO. Depositato all’ufficio urbanistica del Comune il progetto della Provincia per la realizzazione di 7 aule dell’istituto superiore De Titta al posto dell’ex Scuola all’aperto, che sarà abbattuta, all’interno dell’istituto Fermi, con cui il De Titta forma da alcuni anni un unico comprensivo. Il progetto, spiega il consigliere provinciale Davide Caporale, deve ottenere il via libera del Comune per poi essere inviato all’Ufficio speciale della Ricostruzione per ottenere il finanziamento di 1.653.000 euro, bloccato da 12 anni. Al Comune spetterebbe poi abbattere l’ex scuola, inagibile, a proprie spese. «Valuteremo il progetto, i costi dell’abbattimento e decideremo il da farsi», taglia corto l’assessore all’urbanistica Graziella Di Campli.
LA STORIA La vicenda nasce nel 2009 quando la Provincia di Chieti riuscì a far finanziare, dopo il sisma dell’Aquila, la ricostruzione della lesionata ex Scuola all’Aperto, una delle tre strutture che formavano l’Istituto Magistrale De Titta. Un fondo di 1.653.000 euro per abbattere e ricostruire il plesso nello spazio adiacente la scuola. Ma l’ipotesi dell’ampliamento sollevò le proteste delle associazioni cittadine, il “no” del consiglio comunale e soprattutto la definitiva bocciatura da parte della Soprintendenza per il rinvenimento, nel 2015, di reperti archeologici – mura medievali – nel giardino della scuola. Di fatto i reperti impediscono l’ampliamento sull’area dell’ex Scuola all’aperto. Ma, per non perdere i fondi e realizzare le aule necessarie agli istituti, la Provincia pensò di ricostruire le classi altrove: nella sede del Fermi, essendo lo stesso comprensivo.
L’AMPLIAMENTO «L’allora presidente della Provincia Mario Pupillo riuscì, dopo un parere iniziale negativo dell’Ufficio delle Ricostruzione, ad ottenere il via libera alla delocalizzazione della stessa volumetria da realizzare nell’istituto Fermi, a poche centinaia di metri dal De Titta, con cui forma un unico plesso scolastico», ricorda Caporale. «E il progetto prevede il prolungamento della facciata del Fermi in direzione della corte interna oggi destinata ad area di sosta, un’aula al piano terra, e 3 aule al primo e secondo piano. Inoltre si crea una corte interna che sarà uno spazio didattico all’aperto, nel richiamo alla storica costruzione che verrà abbattuta».
L’ABBATTIMENTO «La demolizione della scuola all’aperto realizzata negli anni 60 sarà a carico del Comune di Lanciano», spiega Caporale, «e la precedente amministrazione aveva già inserito l’intervento nel piano triennale delle opere pubbliche». «Una spesa di circa 150mila euro», aggiunge l’ex sindaco Pupillo, «necessaria perché l’ex scuola è inagibile e l’abbattimento porterebbe alla rigenerazione e ricucitura delle mura medievali in continuità del Torrione aragonese, alla conservazione dei reperti sottostanti e all’ampliamento del giardino dell’asilo Maria Vittoria». Caporale conta di chiudere tutto entro fine anno «e sarebbe importante per le scuole e il centro storico di Lanciano». Se la nuova giunta sarà d’accordo.
LA MAGGIORANZA La nuova amministrazione potrebbe prendere decisioni opposte alla ex giunta: oltre che dare parere negativo al progetto, potrebbe non volere l’abbattimento della ex scuola. «Dobbiamo esaminare il progetto», spiega l’assessore Di Campli, «nel mio settore ma anche con il resto della maggioranza perché incide su una zona particolare della città (Viale Marconi, la zona di Santa Chiara). Anche per noi è importante recuperare le vecchie mura, ma abbiamo anche altre idee da sviluppare per l’area. Di certo saranno decisioni prese nell'interesse della città».

