Ex scuola, continua l’occupazione abusiva

Da martedì famiglia con 9 componenti si è trasferita a Santa Maria dei Mesi: il loro alloggio è piccolo
LANCIANO. Continua l’occupazione abusiva dell’ex scuola di contrada Santa Maria dei Mesi da parte di una famiglia rom. Martedì scorso, intorno alle 20, il capofamiglia G.G., 39 anni, ha preso la moglie - in gravidanza - e i sette figli minorenni e, dopo aver forzato la recinzione e la porta d’ingresso, li ha sistemati all’interno dell’ex edificio scolastico. Il più piccolo dei bambini ha 2 anni, il più grande 14. La famiglia è arrivata attrezzata di tutto punto, con tanto di materassi e lavatrice, per la permanenza nello stabile, che è dotato di cucina e bagni e di tutte le utenze, acqua, luce e gas. Non è stato lasciato a casa neanche il cane, che scorrazza nell’area esterna.
Ad accorgersi di quanto stava accadendo sono state le famiglie della zona, che hanno avvertito il presidente dell’associazione culturale “Le tre contrade”, Eugenio D’Ovidio, a cui il Comune ha dato in uso l’ex scuola. Vani sono stati, finora, i tentativi di convincere la famiglia a fare ritorno nella sua abitazione nel centro storico: ci ha provato a lungo il vicesindaco Giacinto Verna, accorso sul posto martedì sera insieme ai carabinieri, così come i servizi sociali. Dopo un vertice in municipio, ed esclusa l’azione di forza per via della presenza di minorenni, il sindaco Mario Pupillo ha ritenuto di adire le vie legali. Il legale Antonella Fantini, dell’avvocatura comunale, ha provveduto a depositare la denuncia alla Procura di Lanciano.
Da quanto ricostruito dal Comune, la famiglia è assegnataria da 11 anni di un alloggio Ater nella zona di Santa Maria Maggiore, ritenuto evidentemente non più idoneo alle esigenze dei nove componenti. «Da tempo chiedevano di cambiare sistemazione, confidando nel bando per la mobilità dell’Ater», spiega il vicesindaco Verna, «lo abbiamo sollecitato anche noi, come Comune, ma dopo un anno e mezzo l'avviso non è stato ancora pubblicato. Occupare un edificio pubblico, però, è un atto deprecabile. Come amministrazione non abbiamo mai sottovalutato l’emergenza abitativa: nelle scorse settimane abbiamo assegnato diversi alloggi a chi aveva risposto al bando case comunali 2020 e pubblicato il bando per le nuove graduatorie, oltre a quello per assegnare alloggi a canone concordato. La sicurezza urbana si mantiene anche così».
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