Ex scuola occupata, appello alla Procura

28 Agosto 2021

Il Comune denuncia la famiglia che ha fatto irruzione a Santa Maria dei Mesi. I residenti chiedono aiuto

LANCIANO. Hanno rimosso l’insegna dell’associazione dai muri dell’ex scuola e organizzato un barbecue con i parenti. Prosegue come nulla fosse l’occupazione abusiva della vecchia scuola elementare di Santa Maria dei Mesi da parte di una famiglia rom di nove persone. Padre, madre, nuovamente incinta, e sette figli minorenni, di età compresa tra 2 e 14 anni, sono arrivati nella contrada martedì scorso, all’ora di cena e durante il diluvio. Hanno forzato il lucchetto della recinzione esterna e la porta di ingresso dello stabile e si sono sistemati portando con sé materassi, lavatrice e anche il cane (l’ex scuola di Santa Maria dei Mesi è dotata di cucina, bagni e di tutte le utenze, acqua, gas e luce). Un atto illegittimo e violento che ha turbato la tranquillità della contrada, che nella ex scuola aveva il suo punto di aggregazione. Giovedì sera i residenti si sono incontrati per parlare di quello che sta accadendo. «Ci siamo incontrati perché non erano tutti informati della vicenda», dice Eugenio D’Ovidio, ex consigliere comunale e presidente dell’associazione culturale “Le tre contrade” che utilizzava i locali adesso occupati, «ho voluto tranquillizzare tutti informandoli anche delle azioni che il Comune ha intrapreso. Siamo fiduciosi che la legalità sarà ripristinata».
L’amministrazione, proprietaria dell’immobile, attraverso l’avvocatura comunale ha depositato una denuncia per danneggiamento e invasione di terreni o edifici (articolo 633 del codice penale). Si attendono ora le valutazioni della Procura di Lanciano ed eventuali provvedimenti dell’ufficio del giudice per le indagini preliminari. Anche i Servizi sociali collaborano a stretto contatto con le istituzioni preposte, visto che nella vicenda sono coinvolti minori. «Siamo intervenuti nei limiti del nostro ruolo e delle nostre competenze», spiega l’assessore Dora Bendotti, «adesso attendiamo eventuali disposizioni della magistratura. Di certo nella valutazione si terrà conto di questi comportamenti illegali».
La famiglia è assegnataria da 11 anni di un alloggio Ater nella zona di Santa Maria Maggiore, ritenuto non più idoneo alle esigenze dei nove componenti, tanto che da tempo chiedeva un’altra sistemazione. Ma il bando per la mobilità, che permette agli assegnatari di cambiare casa, da circa due anni non viene riproposto. (s.so.)