Ex scuola occupata, D’Ovidio contro Paolini

15 Maggio 2022

L’ex consigliere al sindaco: «Non l’ho custodita bene? E ora che sono tornati dentro, come la mettiamo?»

LANCIANO. «Rispedisco al mittente, al sindaco Filippo Paolini e a tutta la sua giunta, la morale del “buon padre di famiglia”. Con la delibera di dicembre la parte offesa sono stata io: l'amministrazione ha tolto l'immobile a me e l'ha murato a me, non alla famiglia che l'aveva occupato». L'ex consigliere comunale Eugenio D’Ovidio interviene dopo l'occupazione abusiva “bis” dell'ex scuola di Santa Maria dei Mesi, che l’associazione “Le tre contrade”, di cui è referente, aveva in uso prima della decisione della giunta Paolini di revocare il contratto. La struttura era stata già occupata nell'agosto 2021, per un mese, dalla stessa famiglia di etnia rom che protesta, anche oggi, contro la mancata concessione di un nuovo alloggio Ater.
«In consiglio comunale sono stato accusato di non essere un buon padre di famiglia», riprende D'Ovidio, «di non aver saputo custodire l'immobile. E adesso che è stato di nuovo occupato l'edificio, come la mettiamo? Ad agosto era stata la Lega del coordinatore cittadino Fausto Memmo, che è anche presidente dell'Ater, a suggerire che lo stabile doveva essere murato. Forse non si era accorta che sia la mia associazione sia la Pugilistica Nativio eravamo dentro quello stabile. Forse si sono informati male ritenendo erroneamente che la struttura fosse abbandonata. In realtà in quel periodo, causa Covid, non si potevano fare assembramenti e quindi non veniva frequentata. Ma ogni tanto sia io e sia la Pugilistica andavamo per controllare le sue condizioni».
L'associazione, punto di riferimento delle contrade Torre Marino, Santa Maria dei Mesi e Candeloro, aveva in uso l'ex scuola dal dicembre 1986. «In 35 anni di attività non è mai successo nulla», rimarca D'Ovidio, «la contrada soffre della carenza di questo stabile, che era un'officina, un laboratorio, dove venivano fuori tutti i progetti che abbiamo portato avanti in questi lunghi anni. Non mi aspetto più che qualcuno dell'amministrazione mi chiami per chiarire il perché di quello che successo», dice l'ex consigliere, «l'associazione l'hanno distrutta, non esiste più. Mi preme, però, che venga preso un giusto provvedimento nei confronti di questa famiglia che, piaccia o no, ha dei diritti per legge. Ricordo che l'altra volta, con tutti i colloqui che sia io sia l'ex sindaco Mario Pupillo abbiamo avuto con loro, hanno lasciato lo stabile di loro spontanea volontà». (s.so.)
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