Ex scuola occupata, il Comune ora denuncia
Nell’edificio da più di due settimane hanno trovato alloggio madre e figli minorenni
LANCIANO. Il Comune avvia un'azione legale contro l'occupazione abusiva dell'ex scuola elementare di Santa Maria dei Mesi. È da più di due settimane, ormai, che una donna con i figli minorenni ha preso possesso dell'immobile, dopo aver forzato una finestra sbarrata con assi di legno. L'edificio, infatti, è stato murato dall'amministrazione Paolini dopo che nell'agosto 2021 (quando era in carica la precedente amministrazione), per circa un mese, era stato occupato abusivamente dalla stessa famiglia di etnia rom.
«Abbiamo avviato un'azione legale tramite l'avvocatura comunale», dice il sindaco Filippo Paolini, «l'avvocato Antonella Fantini ha presentato denuncia-querela per l'occupazione abusiva e promosso un'azione civile per ottenere il rilascio dell'immobile. Abbiamo richiamato la legge n. 80/2014 che all'articolo 5 comma 1 (rubricato come “Lotta all'occupazione abusiva di immobili”, ndc) prevede che chiunque occupa abusivamente un immobile non può chiedere la residenza né l'allacciamento a pubblici servizi. Quindi il contratto per la fornitura di energia elettrica che sono riusciti ad attivare fin dai primi giorni di occupazione è nullo».
L'occupazione abusiva dell'ex scuola sarebbe scattata per protesta contro la mancata assegnazione di un nuovo alloggio Ater, di cui la famiglia è regolare assegnataria da 11 anni. Già a fine agosto scorso genitori e figli avevano occupato abusivamente l'ex scuola, che si erano convinti a liberare solo dopo un mese. In questo periodo, nel frattempo, il capofamiglia, che stavolta è rimasto nella casa popolare in centro storico in quanto ha l'obbligo di dimora nelle ore notturne, ha presentato domanda di mobilità all'Ater, finora senza ottenere nulla. Da qui la nuova “protesta”. «Il legittimo diritto di avere un cambio di casa non li autorizza a violare la legge», ribadisce il primo cittadino, «la strada per far avere loro un alloggio adeguato, in quanto quello attuale non è igienico né adatto ad una famiglia di 10 persone, sarà percorsa in stretto contatto con l'Ater. Ma adesso si trovano in una situazione di illegalità che non può essere tollerata ulteriormente». (s.so.)
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