Fa prostituire la sua ex incinta, arrestato

11 Ottobre 2020

In manette un 34enne della provincia di Foggia: perseguitava e molestava una donna di 40 anni residente a San Salvo

SAN SALVO . Atti persecutori, lesioni personali dolose, sfruttamento della prostituzione. Sono le accuse contestate a I.P., 34 anni di Cagnano Varano, in provincia di Foggia. I carabinieri di San Salvo e i colleghi della stazione pugliese lo hanno arrestato in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della procura dauna. La vittima è una donna di 40 anni, di origine paraguaiana e residente a San Salvo. Le contestazioni mosse all’arrestato, riguardano il periodo che va da novembre 2019 a settembre 2020. «L’attività investigativa, che ha avuto ieri l’epilogo», spiega il maggiore Amedeo Consales, «è partita da una serie di denunce presentate dalla quarantenne. I.P. aveva avuto con la donna un rapporto sentimentale piuttosto travagliato. Terminata la relazione, ha cominciato a perseguitare la donna con continue umiliazioni, minacce, molestie e percosse. Siamo riusciti a documentare i messaggi vocali e scritti. L’uomo diceva “devo fare una strage… non avrò pietà di nessuno… tu lo sai che non servi a niente” . Per la donna è iniziato un periodo di ansia e di paura. La 40enne ha pensato addirittura di togliersi la vita. Fondamentale», dice Consales, «è stato il supporto dei servizi sociali del Comune di San Salvo che, preso atto della grave situazione, e di concerto con l’Arma, hanno preso in carico la donna, collocandola in una struttura protetta al riparo da ulteriori condotte vessatorie».
Tra i reati contestati c'è anche lo sfruttamento della prostituzione. Le indagini hanno accertato che l’uomo ha in più circostanze, anche durante la gravidanza dell’ex compagna, favorito e sfruttato l’attività di meretricio della donna, accompagnandola lui stesso a prostituirsi in alcune zone della provincia di Foggia e facendosi consegnare parte dei soldi guadagnati. I militari, coordinati dell’Autorità giudiziaria, hanno avviato una intensa attività di indagine raccogliendo informazioni da parte di persone informate sui fatti, analizzando il traffico telefonico e la documentazione medica della vittima.
La procura, ravvisando evidenti elementi di pericolosità sociale, derivanti anche da precedenti specifici e da una chiara propensione alla violenza ed alla prevaricazione, ha ritenuto di dover adottare la misura cautelare in carcere per garantire la tutela della vittima. Ieri dopo le formalità di rito, I.P. è stato portato nella casa circondariale di Foggia in attesa dell’interrogatorio di garanzia.