Fagnilli tra dimissioni e sospensione di 18 mesi

14 Aprile 2021

PIZZOFERRATO. Sospensione al massimo per 18 mesi oppure le dimissioni. Sono queste le due strade che può intraprendere il sindaco Palmerino Fagnilli dopo la condanna, assieme all’ex vicesindaco...

PIZZOFERRATO. Sospensione al massimo per 18 mesi oppure le dimissioni. Sono queste le due strade che può intraprendere il sindaco Palmerino Fagnilli dopo la condanna, assieme all’ex vicesindaco Adolfo Di Sciullo, a due anni e 10 mesi di reclusione, interdizione dai pubblici uffici e pagamento di una provvisionale risarcitoria al legale rappresentante della Cosel srl di Castel di Sangro, Stefano Pecorella, di 10mila euro, per concussione tentata e consumata legata alla vicenda della casa anziani villa Arzilla.
La residenza a Pizzoferrato, pagata 300.000 dal Comune e 260.000 dalla Cosel che ne otteneva la gestione per 30 anni, è finita nei tribunali penali e amministrativi tra denunce reciproche perché il Comune ha rescisso il contratto alla Cosel per inadempienze, e la società di Pecorella ha avviato le indagini che hanno portato al processo per cui il sindaco e il suo ex vice sono stati condannati. La concussione consumata e tentata sarebbe relativa alle richieste fatte all'imprenditore dell'assunzione di una nipote del sindaco Fagnilli, della nomina a direttore della struttura per Di Sciullo assieme all'assunzione di altre sei persone a loro vicine. Assolti invece per non aver commesso alcuna concussione i tecnici: il progettista e direttore dei lavori Vincenzo Bucci e l’ex geometra comunale responsabile del procedimento Domenico Calabrese.
LA SOSPENSIONE La sentenza emessa dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Lanciano, Giovanni Nappi, con rito abbreviato, porta all’applicazione della “legge Severino” che prevede la sospensione dall'incarico di un amministratore pubblico nel caso subisca condanne, anche in primo grado, per i reati di peculato, corruzione, concussione e abuso d'ufficio. Ma è il prefetto di Chieti, Armando Forgione, che, una volta ricevuta la sentenza, dichiarerà la sospensione dalla carica di sindaco - e di Di Sciullo da quella di consigliere - che può durare per un massimo di 18 mesi. In caso di sospensione il vic sindaco Francesco Di Pasquale guiderà il Comune. Non c’è la decadenza dalla carica. In questi 18 mesi poi può arrivare anche la sentenza di appello, che può confermare o ribaltare la condanna. L’avvocato difensore Augusto La Morgia, infatti, attenderà le motivazioni e depositerà il ricorso per i suoi assistiti per chiarire la vicenda, convinto della loro innocenza.
LE DIMISSIONI C’è anche un’altra strada che i due possono percorrere: le dimissioni volontarie. Nel caso del sindaco diventano efficaci ed irrevocabili dopo 20 giorni dalla loro presentazione. Se non vengono ritirate viene sciolto il consiglio comunale e il prefetto nomina un commissario. Un evento che la minoranza guidata dal consigliere Carmine Tarantini vorrebbe evitare. «Siamo disposti a fare un passo avanti», dice Tarantini, «mettendo al centro la collettività pizzoferratese. Come gruppo consiliare di minoranza siamo disposti a dare l’appoggio esterno alla nuova giunta, consapevoli del fatto di essere determinanti per arrivare a fine mandato. Siamo convinti che Pizzoferrato meriti una giunta composta da consiglieri comunali votati dagli stessi cittadini ed evitare il commissariamento». Ma la decisione, in questo caso, spetta a Fagnilli.
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