Fallimento della Sogeco A rischio 32 lavoratori

Atessa, l’azienda dell’indotto Sevel è stata affittata per un anno al gruppo Stola Il timore è che venga smantellata. Biscotti (Fim-Cisl): no a soluzioni spezzatino
ATESSA. Il lavoro c’è, ma la fabbrica rischia di essere dismessa e con essa 32 lavoratori. È l’angoscia che vivono i dipendenti della Sogeco (Società generale costruzioni) di Atessa, fabbrica che produce cassoni per la Sevel, il cui stabilimento è adiacente a quello della San Marco. Per l’azienda era in piedi da mesi una richiesta di concordato che, tuttavia, non è andata in porto fino al fallimento dichiarato quest’estate. Attualmente l’azienda è sotto curatela fallimentare ed è stata affittata, assieme a tutti i dipendenti, per un anno al gruppo Stola, lo stesso che ha affittato la San Marco. I destini delle due realtà industriali della Val di Sangro sono molto simili. Le due aziende, che sono quasi comunicanti tra loro, sono state affittate alla stessa proprietà, ma hanno due curatori fallimentari diversi. Mentre nel caso della San Marco la curatela ha dato ampie garanzie ai dipendenti di far prendere in carico alla probabile nuova proprietà sia i capannoni che i dipendenti, nel caso della Sogeco non si sa ancora nulla di certo. La segreteria della Fim-Cisl ha già avuto un incontro con il curatore questa estate, ma è in attesa, da settembre, che si convochi un nuovo tavolo. Il rischio, temuto dai 32 dipendenti della Sogeco, è che si smantelli l’azienda, ovvero che il capannone possa essere ceduto o venduto separatamente dalle macchine e, ancor peggio, dai lavoratori. «Che fine faremo?», lamenta un dipendente, «è drammatico vivere alla giornata senza sapere cosa ne sarà di noi in futuro». «Non siamo interessati ad uno spacchettamento», interviene Primiano Biscotti della segreteria regionale Fim-Cisl, «e lo abbiamo già detto chiaramente al curatore: siamo contrari alle soluzioni spezzatino. Come sindacato faremo di tutto per tutelare il posto di lavoro dei dipendenti Sogeco e torniamo a richiedere a gran voce un incontro che, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, tarda ad arrivare». Attualmente la Sogeco sta lavorando. Le prospettive per garantire un futuro lavorativo anche nei prossimi mesi ci sono tutte dato che si tratta di un’azienda che lavora per Sevel, colosso dei veicoli commerciali leggeri che si trova nel suo periodo d’oro dati i picchi produttivi degli ultimi anni e la stima, per il 2016, che sfiorerà i 290mila furgoni prodotti.
IL CASO SAN MARCO. Intanto dovrebbe arrivare a giorni la soluzione definitiva per la San Marco, storico marchio del Frentano la cui vendita all’asta è iniziata un anno fa. Attualmente l’unico acquirente sembra essere il gruppo Stola, già proprietario della Irma, azienda dell’indotto Sevel: entro fine anno la vendita dovrebbe essere perfezionata. Il gruppo Stola, dopo aver avuto in affitto la San Marco per alcuni anni, sarebbe pronto al passaggio definitivo con l’acquisto, però, soltanto dello stabilimento di Atessa e non di quello di Lanciano dove resistono solamente alcune lavorazioni. Nel passaggio successivo all’acquisto dovrà essere discusso il trasferimento dei circa 30 dipendenti di Lanciano ad Atessa. In tutto la San Marco occupa 160 lavoratori. La San Marco Costruzioni Meccaniche era nata a Lanciano negli anni ’50 per volontà del cavaliere del lavoro Icilio Sideri. Dopo il fallimento, ratificato dalla Corte d’appello dell’Aquila nel 2013, è stata ceduta in affitto.
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