False assunzioni Interrogato D’Arcangelo

20 Gennaio 2015

CHIETI. Truffa delle false assunzioni all’Università. Dopo l’interrogatorio di Pamela Magno, 32 anni, finita nella bufera giudiziaria insieme con la madre, Patrizia Marino, 55 anni, impiegata al Dsb...

CHIETI. Truffa delle false assunzioni all’Università. Dopo l’interrogatorio di Pamela Magno, 32 anni, finita nella bufera giudiziaria insieme con la madre, Patrizia Marino, 55 anni, impiegata al Dsb di Ortona e allo zio Marco Marino, 54 anni, tutti ai domiciliari, il pm, Giuseppe Falasca ha interrogato ieri a lungo anche Lino Cantillo D’Arcangelo, 59 anni, ex vice sindaco di Casalincontrada dal 2009 al 2014, attualmente consigliere comunale nelle fila della minoranza e responsabile della mensa dell’ospedale di Chieti. Indagato che, insieme con Cesare Claudio Di Renzo, altro ortonese di 35 anni non ha subito l’onta dell’arresto. Per le assunzioni facili in Ateneo sono finiti ai domiciliari anche il dirigente dell’Arta ed ex direttore amministrativo della Asl ortonese Luciano Di Odoardo di 69 anni e Concetta Vadini, di 55, anche lei di Ortona. Le accuse per tutti, ancora da dimostrare, vanno dal millantato credito, alla truffa, al falso, alla sostituzione di persona. Le 33 pagine d’ordinanza, firmate dal gip, Paolo Di Geronimo, potrebbero essere scambiate per la sceneggiatura di un famoso film di Totò: la vendita della fontana di Trevi a uno sprovveduto turista americano. In questo caso, però, ad essere venduti erano falsi posti di lavoro all’Ateneo. Truffa che avrebbe fruttato un introito complessivo di 80 mila euro. Per l’accusa, Marino (e in un caso Di Renzo) sarebbe l’imitatore telefonico del rettore Carmine Di Ilio che rassicurava le vittime sul buon esito della «compravendita» di posti. (y.f.)