Falsi bollini delle caldaie, parte il processo

8 Novembre 2018

Un tecnico vastese di 49 anni è accusato di truffa, peculato e falso: avrebbe raggirato 26 utenti

VASTO . È cominciato davanti ai giudici del tribunale di Vasto il processo per truffa, peculato e falso a carico di Nicola Sarchione, tecnico vastese di 49 anni.
L’uomo, spacciandosi per un tecnico della Provincia incaricato del controllo e della manutenzione a domicilio degli impianti di climatizzazione nonché incaricato della riscossione delle somme dovute alla Provincia, si faceva consegnare 12 euro a famiglia per apporre i bollini biennali emessi dalla società Ops spa e imposti agli impianti termici.
Il quarantanovenne ha raggirato 26 utenti. Inutile dire che i bollini per le caldaie erano stati falsificati e gli incassi non venivano versati alla Provincia di Chieti ma trattenuti. La Provincia non si è costituita parte civile al contrario della società Ops che chiede i danni insieme ai cittadini truffati. A rappresentare la Ops è l’avvocato Federica Milano.
Qualcuno degli utenti raggirati è stato ascoltato martedì, le altre vittime del raggiro sfileranno davanti ai giudici il prossimo 8 gennaio 2019, giorno in cui è stato aggiornato il processo. A difendere l’imputato è l’avvocato Cristiano Bertoncini. «I cittadini», dice l’avvocato Arnando Tascione che difende alcuni truffati», hanno subito anche la beffa di una multa da 120 euro per quei bollini rivelatisi poi carta straccia, da parte della Ops, la società partecipata della Provincia e del Comune di Chieti incaricata dei controlli agli impianti termici». A denunciare il caso dei bollini contraffatti è stato proprio il presidente della Ops, Nando Marinucci, con un esposto alla guardia di finanza quando si è accorto che una serie di codici identificativi era ricorrente. Durante le ispezioni alle caldaie i veri operatori si sono accorti della presenza di bollini irregolari e fotocopiati. Dal raggiro l'imputato avrebbe intascato poco più di 200 euro. Se condannato rischia di doverne versare molti di più. Anche perché la procura gli contesta oltre alla truffa anche il peculato. A chiedere il rinvio a giudizio dell’uomo è stato il procuratore capo della procura di Vasto, Giampiero Di Florio. Le accuse sono state condivise dal gip Fabrizio Pasquale che ha confermato il rinvio a giudizio. Due giorni fa è iniziato il processo. Il ruolo del difensore dell’accusato non si presenta affatto facile.(p.c.)
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