Falsi incidenti, via all’analisi dei computer

30 Luglio 2024

Frodi assicurative: è caccia ai documenti nei dispositivi sequestrati, il pm nomina un consulente

CHIETI. Parte l’analisi dei computer e degli altri dispositivi informatici, complessivamente una ventina, sequestrati nella maxi inchiesta sulla banda di avvocati e medici che si arricchiva organizzando finti incidenti e frodando le compagnie assicurative.
Il sostituto procuratore Giancarlo Ciani, che coordina le indagini dei poliziotti della squadra mobile e della guardia di finanza, si è affidato all’ingegnere informatico Davide Ortolano. Quelli ordinati dal pubblico ministero sono accertamenti tecnici ripetibili, dunque non è stata necessaria la nomina di consulenti da parte degli indagati.
L’obiettivo è trovare ulteriori documenti utili all’inchiesta dopo i 41 falsi schianti scoperti dagli investigatori nel corso delle indagini iniziate nel settembre 2021 e sfociate, lo scorso 22 luglio, nel blitz con cinque arresti (ai domiciliari), due obblighi di presentazione in questura e divieti di svolgere la professione nei confronti di quattro avvocati, tre medici, un tecnico radiologo e un ausiliario socio sanitario, tutti accusati di associazione per delinquere. A questi si aggiungono 62 indagati a piede libero. Una valanga di accuse – suffragate da centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali, testimonianze, evidenze documentali, pedinamenti e filmati – racchiuse in un fascicolo di oltre 7.000 pagine.
Le gravi ricadute economiche, come sottolineato nell’ordinanza di custodia cautelare dal giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis, non sono solo in danno delle compagnie assicuratrici «bensì dell’intera collettività, esposta a significativi incrementi dei premi assicurativi, onde ristabilire l’equilibrio economico delle compagnie vittime delle frodi». Senza considerare «le ancora più gravi ricadute in termini di credibilità e affidabilità dei professionisti coinvolti, anche iscritti ad albi (avvocati e medici), e delle corporazioni ai quali essi appartengono». (g.let.)
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