Falò acceso durante la notte Danni all’antico Torrione Orsini

Guardiagrele. Il monumento della pineta di piazza Garibaldi nel mirino di un gruppo di vandali L’assessore Zulli: «Episodio che non va tollerato anche perché i costi ricadono sulla collettività»
GUARDIAGRELE. È stato danneggiato l’altra sera dal fuoco l’antico Torrione Orsini, che si trova nel mezzo della pineta di largo Garibaldi, nel centro storico della cittadina. Il monumento, a pianta quadrata, che rappresenta l’unica testimonianza sopravvissuta della fortificazione che difendeva l’incastellamento guardiese nel corso del XIV secolo, è stato infatti preso di mira da ignoti che nel corso della notte, hanno acceso un grosso falò sul suo lato sinistro, procurando l’annerimento di una gran parte della parete in pietra, dietro la balaustra in ferro che recinta il manufatto.
Il danneggiamento del massiccio torrione, che rappresenta l’emblema della città, ha suscitato la reazione di numerosi cittadini che, anche tramite i social network, hanno voluto esprimere la loro indignazione per il grave atto di inciviltà.
In molti si sono chiesti poi, senza riuscire a darsi una risposta, che senso possa avere danneggiare un monumento che racchiude in sè la storia della cittadina.
L’antica torre, frutto di numerosi interventi, susseguitisi nei secoli, il più antico dei quali non sembra poter essere retrocesso più in la della metà del XIII secolo, nei prossimi giorni sarà comunque ripulita dagli operai comunali allertati dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Simone Dal Pozzo.
L’ultimo intervento di restauro della torre era stato eseguito per iniziativa dell’ex Comunità montana Maielletta di Pennapiedimonte alcuni anni fa.
«Episodi del genere», ha commentato l’assessore comunale Inka Zulli, «non possono però assolutamente essere tollerati, soprattutto perché ogni danneggiamento al patrimonio, rappresenta anche un costo che grava sulla collettività. Ciò che lascia maggiormente indignati», conclude l’assessore Zulli, «è che questo atto di inciviltà, indegno di una società civile, va purtroppo a rappresentare anche una offesa alla storia della nostra amata cittadina».
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