Fanghi, Noe scagiona Scurti
Direttore del Coniv imputato per inquinamento a Larino
VASTO. Non provocò alcun inquinamento ambientale lo spandimento dei fanghi su oltre 200 ettari di terreno nel Molise. Ad evidenziarlo sono stati due carabinieri del Noe di Campobasso, il maresciallo Roberto Murazzo e il collega Dante Delfino, sentiti come testi nell’ambito del processo a carico di Elio Scurti, direttore tecnico del Coniv e di altre persone, in corso al Tribunale di Larino. Si è quindi notevolmente ridimensionata la vicenda, denominata “Open Gates”, che vide finire in carcere, nel dicembre 2010, Scurti per smaltimento illecito di rifiuti. Decisive le ultime udienze del 19 giugno e del 17 luglio scorsi. «Dall’istruttoria dibattimentale non è emerso alcun inquinamento ambientale», affermano gli avvocati Franco Giampietro e Fabio Giangiacomo, difensori del direttore tecnico, «vale a dire, non sono stati riscontrati né danni all’ambiente o alle coltivazioni, né alcun pericolo per la salute pubblica. Conclusione ribadita dall' analisi di campioni dei fanghi eseguite da Arpa Molise, Arpa Marche e Arpa Umbria. Perciò, va dato atto», proseguono i difensori, «che, sin dalle prime battute del processo in corso, la più rilevante e preoccupante accusa, che poteva essere mossa al dottor Scurti (che agiva nella predetta qualità, a seguito di autorizzazioni rilasciate alla Coasiv) di produrre i fanghi destinati all’utilizzo in agricoltura, aventi effetti nocivi per l’ambiente o la salute pubblica, e che aveva inciso sulla decisione di applicazione delle misure cautelari, è destinata a restare al di fuori del giudizio, demandato al Tribunale di Larino». (a.b.)

