Fanno sesso davanti al figlioletto

Madre indagata insieme al compagno. Ascoltato in audizione protetta il piccolo di cinque anni
CHIETI. Nell’aula protetta del tribunale teatino per l’ascolto dei minori ieri mattina è entrato un bambino di cinque anni con una brutta storia alle spalle. Arriva da una famiglia sfasciata, lei di origine romena e lui di un paesino del Teatino, che si è separata quando il bimbo aveva solo tre anni. Una situazione difficile che ha portato il piccolo anche davanti al tribunale dei minori dell’Aquila, conteso tra madre e padre. I giudici aquilani hanno deciso per il collocamento presso il padre, ritenendo il comportamento della madre non consono ad assistere il bambino. Lei, dal 2011 ad oggi, ha cercato più volte di riavere con sé il figlio, ma il tribunale dei minori non ha cambiato la propria decisione. E adesso nei suoi confronti, e anche in quelli del suo nuovo compagno, pende un’indagine della Procura teatina, affidata al pm Giuseppe Falasca. L’ipotesi accusatoria riguarda, solo per la madre, il reato di maltrattamenti nei confronti del bimbo e, per la madre e il nuovo compagno, quello di aver lasciato che il piccolo assistesse ai loro rapporti sessuali (articolo 609 quinquies del Codice penale). L’indagine è stata aperta dalla Procura d’ufficio, quando il padre del bambino ha raccontato, sia al tribunale dei minori che ai carabinieri, alcuni particolari di quello che il figlio faceva a casa della madre. Ad accorgersi di tutto è stata la zia paterna che, chiacchierando con il nipotino, è venuta a conoscenza dei particolari. Sarebbe emersa una situazione di disinteresse della madre nei confronti del figlio, disattendendo alla cura del bambino, facendolo persino assistere agli amplessi con il nuovo compagno, incurante del turbamento che certe scene potessero avere sul figlio. Ieri mattina si è svolto l’incidente probatorio voluto dalla Procura per verificare l’attendibilità del piccolo, ascoltato nella stanza da poco risistemata per accogliere i minori, grazie a una donazione del Soroptimist, dalla consulente e psicologa Gloria Colabufalo. Il consulente ha sessanta giorni per depositare la propria perizia e dire se il bambino sia attendibile o meno. A questo punto sarà la Procura a decidere per il rinvio a giudizio della coppia o l’archiviazione del caso. Per adesso il bambino resta a vivere con il padre, che, assistito dall’avvocato Roberto Di Loreto, figura come parte offesa. Nel fine settimana il piccolo vede anche la madre, ma senza il nuovo compagno. (a.s.)
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