Farina e bollette, prezzi alle stelle «Ora anche il pane costa di più»

3 Settembre 2022

I fornai: «Cerchiamo di tutelare i clienti». Ma l’incremento può arrivare fino a 60 centesimi al chilo E Tilli (Coldiretti) denuncia: «Senza un accordo sul gas e sull’energia elettrica andrà sempre peggio»

CHIETI. I rincari dei prodotti alimentari e delle bollette non si fermano: anche per i beni primari i prezzi salgono alle stelle. Il pane, che sulle tavole non manca mai, è ormai diventato quasi un lusso. «Si compra con più parsimonia», dicono nei negozi.
Negli ultimi mesi il costo della farina è raddoppiato, ma i panettieri hanno cercato di contenere i prezzi perché, spiega Rossana Chiavaroli del panificio Nonna Elisa, «ci rendiamo conto che anche chi è dall’altra parte vive la nostra stessa situazione ed è in difficoltà». Ma, nei forni di Chieti, pane, pasta e dolci hanno subito un inevitabile rincaro a causa degli aumenti del grano e della farina. A dicembre 2021 un chilo di farina costava 40 centesimi; ora ne occorrono tra i 75 e gli 80.
«Il picco», dice Federico De Marco, titolare della Sfoglia d’oro a Chieti Scalo, «lo abbiamo raggiunto durante il periodo di Pasqua, quando è arrivata a 82 centesimi». E se la farina aumenta, il prezzo di una pagnotta di pane, di conseguenza, non può che salire. «Siamo arrivati a circa 3 euro al chilo», dice Chiavaroli, «prima costava sui 2,40 euro».
«Da noi», dice Elisa Di Giovanni, «la crescita del costo del pane è tra 10 e 20 centesimi. Aumenti simili anche al panificio Marusco, in via dei Peligni: «Il casereccio è aumentato di 20 centesimi circa», precisa la titolare. Per la pasta all’uovo, invece, «non ci saranno rincari», assicura De Marco.
Aumenti e costi che, come spiega il presidente di Coldiretti Chieti, Pier Carmine Tilli, «si riflettono sul consumatore finale». Forni e panetterie «sono un comparto abbastanza solido che tende a conservare il cliente».
I teatini non rinunciano comunque alla qualità dei prodotti da forno: «Le persone vengono lo stesso anche se si lamentano», dice Mariagrazia Palmarelli dell’omonimo panificio della Pietragrossa. «Si sta più attenti alla quantità da comprare», conferma Di Giovanni. Ma, oltre alla farina e al grano, sono le materie prime a scarseggiare. «Alcune di queste sono fondamentali per il nostro settore», spiega Franca Marusco, «eppure non si trovano. C'è carenza anche di formaggio».
La crisi coinvolge l’intero comparto agroalimentare. «Tutto il settore agricolo sta risentendo dell’inflazione», riprende, «quando il prezzo eguaglia quello di produzione o, addirittura, si produce al di sotto del costo di produzione, logicamente anche i proprietari di forni e panetterie sono costretti ad alzare il prezzo».
Nei forni sono i dolci gli unici prodotti ad avere i prezzi bloccati. «Le crostate non si comprano come il pane», spiega un altro fornaio, «Quel tipo di torta, per esempio, da un anno a questa parte costa sempre 11 euro». «Nella peggiore delle ipotesi», è la previsione di De Marco, «i dolci aumenteranno al massimo di un euro al chilo».
Di questi tempi, con i forni accessi per cucinare pizza e pane, le bollette del gas schizzano alle stelle. «Sono aumentate del 30 per cento», dice Di Giovanni. «Corrente e gas sono triplicati», lamenta Marusco. Energia elettrica e metano sono i costi che maggiormente incidono sulla categoria e «che poi si riflettono sul consumatore finale, ma mettono in difficoltà anche i proprietari di panetteria e forni», spiega Tilli. Coldiretti cerca un dialogo con gli organi governativi per riequilibrare la situazione. «Spero che, anche a livello nazionale», conclude Tilli, «ci sia un accordo che blocchi i prezzi delle forniture di energia elettrica, gas e metano».
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