Farmacia in vendita, vertice segreto nella notte

24 Novembre 2018

Il sindaco e Buracchio si vedono al Comune, ma De Lio non scioglie le riserve L’operazione bocciata in commissione. Lunedì torna in consiglio comunale

CHIETI. Con il favore della notte l’Udc rientra in Comune. Solo per parlare, per il momento. Non per rientrare in maggioranza. Ma intanto giovedì, dalle 19,30 fino a tarda notte, il segretario provinciale Andrea Buracchio varca la soglia del municipio insieme al suo capogruppo consiliare Mario De Lio, alla new entry in casa Udc Roberto Melideo e al segretario regionale Enrico Di Giuseppantonio. Al primo piano li aspetta il sindaco Umberto Di Primio che quindi, finalmente, torna a parlare con tutto il partito, suo principale alleato ma da tempo anche spina nel fianco. Linea critica che, però, non hanno seguito i consiglieri Marco Russo e Clara Ricciardi e l’assessore Antonio Viola, che non si sono mai discostati dalle posizioni del sindaco. Al centro della discussione c’è ovviamente la vendita della farmacia comunale. Per Di Primio o si vende o si va in default. Per De Lio vendere non serve a nulla, anzi porterà nuovi problemi economici all’ente.
Gli esiti dell’incontro notturno non sono stati comunque definitivi, né per l’una né per l’altra parte. Tanto è vero che il giorno successivo gli incontri sono continuati. Ieri mattina c’è stato un vertice tecnico con il ragioniere capo Franco Rispoli e i dirigenti, ma anche in questo caso l’Udc di De Lio e Melideo ha continuato a riproporre tutti i propri dubbi. Tanto è vero che nella successiva commissione di ieri mattina, quando la vendita della farmacia è tornata al voto in attesa di approdare nuovamente in consiglio comunale, De Lio non ha partecipato al voto, riservandosi di decidere in aula. Il voto in commissione è finito 13 a 13, bocciando la vendita. Ma il voto, essendo ponderato, risulta poco indicativo di quello che potrà avvenire in aula. C’è chi legge, comunque, nella riserva di De Lio un accenno di ripensamento. Mentre Diego Costantini, altro “ribelle” della maggioranza che la prima volta si era astenuto sulla vendita, questa volta ha votato subito no. Intanto spunta un documento riservato a firma del ragioniere capo Rispoli. Il dirigente risponde alla domanda su «possibili economie di spese dell’ente» da trovare nel bilancio corrente per evitare di vendere la farmacia. Il documento è indirizzato al sindaco e all’assessore alle finanze Valentina Luise. La risposta alla richiesta «se vi è la possibilità di finanziare la spesa per il rimborso mutui, attualmente finanziata con i proventi della vendita della farmacia, con economie sulle attuali disponibilità, si comunica che non vi sono i margini, a un mese dalla scadenza dell’esercizio, per una variazione compensativa». E dunque, non ci sarebbe strada alternativa alla vendita della farmacia.
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