Farmacia invenduta Vertice in municipio per evitare il dissesto

CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio lavora su due fronti: quello politico e quello di tenuta economico-finanziaria dell’ente. Dal punto di vista politico, tenta di recuperare una maggioranza che...
CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio lavora su due fronti: quello politico e quello di tenuta economico-finanziaria dell’ente. Dal punto di vista politico, tenta di recuperare una maggioranza che dalla doppia bocciatura della vendita della farmacia comunale non ha più. Dal punto di vista della tenuta dei conti, cerca di mettere in campo una serie di strategie anti-dissesto, per evitare di finire in disequilibrio economico. Su questo fronte, decisivo sarà l’incontro tecnico di domani pomeriggio, in cui i dirigenti faranno il punto della situazione in modo da avere un quadro chiaro del danno reale provocato dal mancato introito del milione e 300mila euro che avrebbe dovuto fruttare la vendita della farmacia. «Ovviamente la maggioranza cercherà di evitare il disequilibrio finanziario, che porterebbe notevoli danni all’ente», dice il presidente della commissione bilancio Marco D’Ingiullo, capogruppo di Forza Italia. «Da adesso fino a dicembre cercheremo di raggranellare più risorse possibile, contenendo al massimo le spese. Il problema sarà quello di chiudere il bilancio consuntivo che porteremo all’approvazione entro il 30 aprile». Sul fronte delle entrate si parla già di buone notizie che arriverebbero dall’urbanistica. L’assessorato di Mario Colantonio è pronto a mettere sul tavolo entrate non previste per circa 400mila euro. Nel frattempo il sindaco deve assolutamente ricucire il rapporto con qualcuno dei cinque “ribelli”: dall’ex lega Diego Costantini ai buracchiani Mario De Lio e Roberto Melideo, servono assolutamente voti in consiglio. A meno che non decida di tornarsene a casa, per lui non è più il momento di forzare la mano, come ha fatto sulla farmacia. Sul fronte opposto, la minoranza invoca le sue dimissioni. Durissimo l’attacco di Bruno Di Paolo (Giustizia sociale): «Se ne deve andare, ha dimostrato solo incapacità amministrativa». E intanto, chiede Luigi Febo (Pd), «che ne è stato dei due assessori che hanno ridato indietro le deleghe?». Si tratta degli assessori Antonio Viola (Udc) e Alessandro Bevilacqua (Lega). Quest’ultimo, tra l’altro, è esponente di un partito che non ha più consiglieri in aula, visto che Costantini è stato cacciato dalla Lega. (a.i.)

