«Fatemi comprare l’ex distilleria»

L’imprenditore De Luca: l’impianto è della Regione, da un anno attendo risposte
ORTONA. «Oggi ho effettuato un sopralluogo con la struttura tecnica della Regione a San Leonardo, a Ortona, presso l’ex distilleria di proprietà della Regione, lasciata nel degrado e nell’abbandono. Questa struttura è costata allora miliardi di lire alle tasche dei contribuenti. Ci faremo carico di mettere a disposizione il patrimonio immobiliare pubblico per chi vuole fare ed occupare». Tutto ciò lo dichiarava quasi un anno fa, il 22 ottobre 2014, Camillo D’Alessandro, in seguito ad una visita alla stessa ex distilleria di cui il Centro si era occupato già ad agosto 2014, raccogliendo l’appello di un imprenditore ortonese disposto a rilevarla, ma bloccato nelle intenzioni dai lunghissimi tempi della pubblica amministrazione.
Nonostante le confortanti parole di D'Alessandro, però, sono trascorsi altri 11 mesi senza che Nicola De Luca, l’imprenditore che vuole acquisire l’azienda, sia riuscito ad ottenere risultati soddisfacenti. L’ex distilleria sorge in un’area di circa 40mila metri quadri dove fino a qualche anno fa venivano lavorate le vinacce, residui dell’uva composti da graspi e bucce.
Come detto lo stabilimento è di proprietà della Regione, ma è stata data in gestione alla Caviro, una società cooperativa vinicola con sede a Faenza, che annovera tra i suoi prodotti più conosciuti il vino Tavernello. Attualmente, però, il sito è abbandonato al suo destino dopo che qui la Caviro stessa ha interrotto la produzione.
De Luca, proprietario della Alkem srl, azienda impegnata nel campo di prodotti enologici e alimentari, da tre anni vorrebbe acquisire interamente il sito, riqualificandolo e incrementando le unità lavorative mediante assunzione di manodopera. Ma la burocrazia prima ed ora un’inspiegabile situazione di stallo non stanno permettendo all'imprenditore di portare avanti il suo progetto.
«Non so più come devo comportarmi», ha commentato De Luca, «dopo tutto questo tempo non si riescono a fare passi in avanti. Ho avuto diversi contatti sia con le istituzioni regionali e sia con la Caviro, ma è tutto bloccato. Successivamente al sopralluogo sul posto di Camillo D’Alessandro, risalente allo scorso ottobre, ho avuto anche modo di riparlare con lui per chiedere se ci potessero essere degli sviluppi, ma ad oggi non se ne registrano ancora».
Quel complesso di contrada San Leonardo attualmente versa in uno stato di degrado, tra la struttura in decadenza e la vegetazione che cresce incolta. L’imprenditore ortonese vorrebbe avere delle risposte chiare alle sue richieste e magari risolvere il tutto in tempi consoni: «Potrei investire su questo stabilimento e, visti i tempi difficili, dare lavoro anche a delle persone. A quante? Una decina». Ma l’acquisizione di un complesso abbandonato, ad oggi, sembra uno scoglio insormontabile. (a.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

