Fatture inevase per oltre 2 milioni
L’assessore Nestore: 2015 difficile, ma cercheremo di pagare i debiti
ORTONA. Sono 250 i fornitori del Comune di Ortona che devono essere ancora pagati dall'Ente. La situazione debitoria in tal senso è pari a 2.268.722,42 di fatture inevase. Si parte da debiti di 200 euro fino ad arrivare a una fattura per la gestione e la fornitura elettrica della pubblica illuminazione di circa 550 mila euro. L'impegno da parte dell'assessore al bilancio Marco Nestore, e di tutta l'amministrazione D'Ottavio, è quello di cercare di normalizzare questa situazione in modo che il Comune possa pagare i fornitori a 30, 60 giorni, come stabilito dalla legge. Nella conferenza stampa di inizio anno di D'Ottavio e Nestore, l'assessore presenta un prospetto riassuntivo della situazione finanziaria del Comune dal 2011 ad oggi dove emerge che le cose nel corso di questi ultimi anni sono peggiorate in quanto l'Ente è stato costretto a ricorrere sempre più alle anticipazioni di cassa, aggravando la propria posizione debitoria. Nel 2011 la disponibilità di cassa era positiva per 1.950.398,21 euro, mentre al 31 dicembre del 2012 il Comune registrava un’anticipazione di cassa 933.269,76 euro. Nel 2013 l’anticipazione di cassa è salita ad 2.722.850,51 euro e al momento dell’insediamento dell’assessore al Bilancio Nestore, a novembre 2014, il saldo negativo di cassa presso il tesoriere era di 4.000.000 euro.“Al 31 dicembre 2014”, sottolinea il primo cittadino, “registriamo un'inversione di tendenza con un leggero segno positivo poiché l’anticipazione di cassa si è ridotta ad 2.215.208,37 euro». Un miglioramento dovuto anche al fatto che sono rientrate somme derivanti dalla forte pressione fiscale. Il 2015 si prospetta comunque anno difficile per il Comune, anche in virtù di un taglio di trasferimenti dallo Stato di circa 350.000 euro e di alcune sentenze con un esborso “pesante” a carico dell’Ente. «Dovremo redigere un bilancio prudente», conclude Nestore, «contenendo le spese e i costi per riuscire a diminuire ancora l’anticipazione di cassa che oggi grava sull'Ente. Cercando anche di migliorare la situazione debitoria velocizzando i pagamenti verso i fornitori». (l.s.)
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