Favori alla ditta, a processo un ex funzionario dell’Enel

Minacciò l’azienda Mantini per avvantaggiare un’altra impresa di Castelnuovo Ora il 63enne è stato rinviato a giudizio per tentata concussione e turbativa d’asta
CHIETI. Minacciò una nota azienda di Chieti, la Mantini srl, per favorire un’altra ditta. Un ex funzionario dell’Enel, Luciano Salusest, romano di 63 anni, è stato rinviato a giudizio ieri mattina dal gup Andrea Di Berardino con le accuse di tentata concussione e turbativa d’asta: il processo, davanti al collegio del tribunale teatino, inizierà il prossimo 17 marzo. Secondo il sostituto procuratore Giancarlo Ciani, che ha coordinato l’inchiesta dei carabinieri del nucleo investigativo, i reati girano attorno a un maxi appalto per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti nell’ambito degli impianti della rete elettrica. Una gara pubblica divisa in 11 lotti: la Mantini se n’era aggiudicati 5. Ma l’imputato, abusando della sua qualifica di funzionario Enel e quindi incaricato di pubblico servizio, cercò di indurre la ditta teatina a rinunciare al lotto che riguardava la Puglia e la Basilicata, in passato di competenza di un’azienda di Castelnuovo Vomano. Le minacce avvennero nel corso di un incontro all’interno della Mantini, nella zona industriale di Chieti Scalo, dopo che Salusest aveva contattato i responsabili per fissare un appuntamento. Per la Procura l’obiettivo del funzionario era chiaro: favorire l’azienda teramana, «prospettando alla Mantini la possibilità dell’annullamento della gara, con il conseguente e concreto rischio di non risultare più vincitrice dell’appalto, riportandone un ingente e grave danno economico finanziario». La Mantini fin da subito respinse qualsiasi tipo di compromesso, nonostante le pressanti richieste del funzionario (anche per sms), e riferì tutto alla direzione dell’Enel, che ha presentato denuncia. Da qui le indagini del comando provinciale dell’Arma, guidato dal colonnello Florimondo Forleo: le intercettazioni telefoniche (monitorate le chiamate del funzionario e di persone a lui vicine) e le riprese audio-video hanno permesso di raccogliere «gravi indizi di colpevolezza».
Le accuse non si fermano alla sola tentata concussione perché questa si consumò «prima che si concludesse di fatto la procedura d’appalto, turbando quindi la regolarità della stessa gara pubblica, vicenda del tutto estranea all’Enel che aveva a sua volta segnalato il comportamento del funzionario per alcune irregolarità». La Mantini srl, assistita dall’avvocato Marco Femminella, e l’Enel, rappresentata dallo stadio legale Severino, si sono costituite parte civile e chiederanno i danni. In aula, per l’accusa, c’era il pm Marika Ponziani. L’imputato è difeso dagli avvocati Serena Cinelli e Pasquale Bartolo.

