FdI contro il velo integrale: «Sì alla civiltà»

27 Ottobre 2026

A Chieti la deputata Kelany presenta la proposta di legge: non si può mortificare la libertà delle donne

CHIETI

«Una battaglia di civiltà e di difesa dell’Occidente, perché nessuna cultura o religione può diventare il pretesto per mortificare l’identità e la libertà di una donna». Sara Kelany, deputata e responsabile del dipartimento Immigrazione di Fratelli d’Italia, ha presentato ieri a Chieti la proposta di legge contro il velo integrale, di cui è prima firmataria, dedicata alla libertà e alla sicurezza dei cittadini, ai diritti delle donne e al contrasto dell’integralismo islamico.

Kelany ha illustrato i 5 punti centrali della proposta: tracciabilità dei finanziamenti provenienti dall’estero destinati ai luoghi di culto; chiusura dei luoghi di culto in cui vengono diffusi i messaggi di odio; divieto del velo integrale nei luoghi pubblici; introduzione di un nuovo reato relativo al rilascio dei cosiddetti certificati di verginità; inasprimento delle pene per i matrimoni forzati. «Non c’è alcuna intolleranza religiosa», ha sottolineato Kelany, «la tutela dei diritti e della sicurezza viene prima di tutto. Vietare che una donna debba nascondere il proprio volto, contrastare pratiche violente e umilianti come i certificati di verginità e rafforzare le pene contro i matrimoni forzati significa difendere la libertà e la dignità femminile. Vogliamo che non ci sia mai più nessuna Saman in Italia. Mettiamo nero su bianco un principio semplice: non può esistere alcuna giustificazione culturale o religiosa che mortifichi l’identità della donna».

Alla conferenza stampa, al Gran Caffè Vittoria, hanno partecipato anche i senatori Etel Sigismondi e Guido Liris, la capogruppo comunale Carla Di Biase e il candidato alle elezioni suppletive di Chieti Mario Colantonio.

Sigismondi ha richiamato le misure adottate dal governo Meloni sul rafforzamento delle forze dell’ordine e sul contrasto all’immigrazione clandestina: «Dal primo giorno il governo Meloni lavora per garantire maggiore sicurezza agli italiani», ha dichiarato Sigismondi, «significa dare più uomini e strumenti alle forze dell’ordine e norme capaci di tutelare realmente i cittadini e i territori. Nessuno mette in discussione il diritto alla protesta o allo sciopero, ma quando si distruggono attività, si rompono vetrine o si devasta una città, non siamo più di fronte a una protesta: legalità e sicurezza devono essere garantite». «Voglio ringraziare le tante donne che, al di là della propria collocazione politica», ha detto Liris, «stanno scegliendo di sostenere questa battaglia e vedono in Fratelli d’Italia un punto di riferimento su temi che riguardano libertà, diritti e dignità. Un ringraziamento particolare va a Sara Kelany, che sta portando avanti questo impegno in tutto il territorio nazionale. La sua stessa storia personale, anche per le origini egiziane della sua famiglia, dimostra con chiarezza che non c’è alcuna preclusione culturale o religiosa, né una battaglia ideologica contro qualcuno. C’è, al contrario, una battaglia per qualcosa: per la libertà, per i diritti delle donne e per quei principi di civiltà nei quali crediamo».

La conferenza stampa si è chiusa con l’annuncio di Sigismondi: «Stiamo portando questa battaglia tra la gente. Fratelli d’Italia sarà presente con i suoi gazebo in Abruzzo e in tutta Italia per raccogliere le firme a sostegno della proposta di legge. Vogliamo che su libertà, sicurezza e tutela dei diritti delle donne arrivi un segnale forte anche dai cittadini. Sono temi sui quali non intendiamo arretrare».

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