Febbo-Febo, è lite sul policlinico

11 Giugno 2017

Il consigliere regionale: sanità a pezzi. L’esponente comunale: e tu cos’hai fatto?

CHIETI. «L’assessore regionale Silvio Paolucci e il governo regionale, dopo più di tre anni di amministrazione, in campo sanitario hanno creato solo confusione senza produrre nessuna risposta ai territori e alla gestione funzionale della rete ospedaliera abruzzese». Lo sostiene Mauro Febbo (FI), consigliere regionale. «In questi giorni vediamo ripartizione e accorpamenti dei Dea (Dipartimento emergenza e accettazione) a colpi di delibera di giunta come se fossero decisioni di semplici contributi alle feste paesane con l’obiettivo di declassare il policlinico di Chieti e potenziare Pescara».
Secondo Febbo «mai l’Abruzzo aveva vissuto un periodo così buio nel settore sanitario. Oggi», continua, «registriamo solo un enorme pasticcio. Ricordo come il decreto commissariale 55 del 10 giugno 2016 (Piano di riqualificazione del Sistema Sanitario Abruzzese 2016-2018) dava mandato alla Regione, al fine di creare un Dea di II livello, di prevedere un’integrazione funzionale tra i presidi di Chieti e Pescara, presupponendo quindi un ruolo paritario tra i due ospedali o perlomeno nel rispetto delle Unità operative complesse (Uoc) esistenti. Ma oggi assistiamo a tutt’altra storia, o meglio lo è stato solo per le Uoc di Malattie infettive e reumatologia che sono state mantenute nel presidio di Pescara. Il decreto commissariale 79 del 21 luglio 2016 ha deliberato il riordino della rete ospedaliera della Regione togliendo le Unità operative complesse dall’ospedale di Chieti di Chirurgia vascolare, Chirurgia toracica, Tin e Pneumologia. Guarda caso tutti reparti necessari e caratterizzanti un Dea e individuando a Pescara il Centro traumatologico specializzato lasciando a Chieti solo il Centro traumi». Per Febbo si tratta di una « confusione soprattutto nella recente delibera di giunta regionale 721 dove c’è il raccordo funzionale tra i presidi di Chieti e Pescara individuando il Dea di II livello a Chieti per le emergenze cardiologiche, Pescara per la Rete politrauma e per la Rete stroke, senza deliberare, per le sedi della centrale operativa 118 e per il Dipartimento emergenza. In sostanza viene confermato a Chieti ciò che nessuno può togliere ossia il Polo del cuore, mentre si trasferisce a Pescara la Neurologia pur essendo Chieti clinica universitaria e Pescara solo reparto».
Al consigliere regionale Febbo, replica il consigliere comunale di Chieti, Luigi Febo. «Il buon Febbo che negli anni allegri della gestione della Regione col presidente Gianni Chiodi e da assessore regionale ha ricevuto una perizia da parte del tribunale con l’evidenza di forti criticità sotto il profilo sismico dell’ospedale di Chieti; che dimentica i 12.000 metri quadrati della palazzina “M” del polo del cuore; che dimentica che la Sala emodinamica era condivisa tra il Pronto soccorso, Radiologia e Cardiologia: ora che vede il realizzarsi di importanti progetti promossi del centrosinistra abruzzese è arso dalla rabbia e continua a sparare nel mucchio sbandierando carte confuse ma soprattutto vecchie di anni. Dove eri Febbo in quegli anni?», chiede Febo, «forse impegnato a ipotizzare di mettere un centro anziani in quello che come da progetto è divenuto oggi il Polo del cuore, punto di riferimento regionale e non solo? Forse eri impegnato, insieme alla rua giunta, a concentrare la sanità abruzzese a Teramo?! Il nuovo ospedale si farà a Chieti e innalzerà la qualità della sanità teatina a partire dagli edifici passando per le attrezzature mediche e garantendo professionalità ed efficienza che già contraddistinguono chi ci lavora».