Febbo finisce nel mirino dei vandali

Imbrattata nella notte la porta di casa, indaga la Digos. Il consigliere: è solo una bravata
CHIETI. Ha aperto il portone di casa ed ha scoperto lo sfregio. Una parola offensiva scritta nella notte: culo. Mauro Febbo, consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione di vigilanza, non ha perso un solo secondo di tempo. Ha telefonato alla polizia e, nel giro di pochi minuti, squadra volante e Digos erano già davanti casa del politico teatino. Ma il suo non è stato l’unico portone a finire nel mirino dei vandali. Anche quello di un vicino di casa, infatti, è stato imbrattato ma non con parole scurrili. In questo caso i vandali si sarebbero limitati a disegnare delle frecce. Ma c’è un particolare che indirizza le indagini sulla pista di possibili balordi protagonisti più di un gesto goliardico che di un atto intimidatorio oppure di uno sfregio di matrice politica.
Il cognome del vicino di casa è infatti identico a quello di una personalità teatina del centrosinistra che però non ha alcun rapporto di parentale con il primo. Entrambi si chiamano Legnini ma è un semplice caso di omonimia. Febbo ha comunque presentato una denuncia mentre questa mattina la polizia dovrebbe rimettere un rapporto al magistrato di turno, Marika Ponziani. Il consigliere regionale di Forza Italia, interpellato ieri mattina sull’accaduto, non è apparso preoccupato. Anche Febbo infatti la definisce una bravata di qualcuno che, passando la scorsa notte lungo la via della sua abitazione, a poche centinaia di metri dal centro cittadino, deve aver notato sul citofono del palazzo i due cognomi di politici e personaggi istituzionali molto noti. Ed è entrato nello stabile per imbrattare i loro portoni di casa.(l.c.)

