Febbo: io sindaco? Per ora no

Il capogruppo uscente di Forza Italia è stato il più votato dai teatini
CHIETI. «Qualsiasi cosa succeda ora, io vado avanti. Non mi fermo. Ho fatto politica da quando avevo 12 anni e continuerò a farla». Mauro Febbo, capogruppo uscente di Forza Italia in consiglio regionale, l’uomo che ha preso in assoluto più preferenze in città (1.479 voti), al momento è fuori dall’Emiciclo. Essendo il primo dei non eletti del suo partito (4.105 voti totali), potrebbe però rientrare in consiglio regionale nel caso l’assessore uscente Daniele D’Amario, che è invece riuscito a centrare la rielezione, fosse richiamato in giunta. Fatto assai probabile ma nient’affatto certo. «Io sono contento per la vittoria della mia coalizione e di essere ancora una volta il più votato nella mia città. È la quarta volta che arrivo primo e questo mi inorgoglisce. Certo è mancata la ciliegina sulla torta, ma l’elettorato ha sempre ragione. Continuerò a fare politica, anche se è da vedere come». Forse con una candidatura a sindaco di Chieti? «No, per il momento non penso a questo», dice, pur reiterando il giudizio «pesantemente negativo nei confronti di questa amministrazione». Alle comunali del 2020, da assessore regionale in carica, spaccò il centrodestra sostenendo una candidatura civica anziché il candidato ufficiale della coalizione. «È stata una scelta che non rinnego», afferma, «presa sulla scorta di precisi giudizi sulla passata amministrazione di centrodestra e ritengo che ora, con il dissesto del Comune e il fallimento di Teateservizi, i fatti mi abbiano dato ragione». Una scelta che però ha pagato, cedendo la poltrona di assessore regionale proprio in favore di D’Amario. «Su quanto accaduto nel 2020 ho la coscienza serena», conclude, «ho preso quella posizione per il bene della città e ritengo che quella spaccatura nella coalizione sia ormai superata».
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