Febbo: la Asl non dia documenti a D’Alfonso

CHIETI. «Invito formalmente la Asl di Chieti a non procedere alla richiesta avanzata dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso e, quindi, a non consegnare nessuna documentazione altrimenti si...
CHIETI. «Invito formalmente la Asl di Chieti a non procedere alla richiesta avanzata dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso e, quindi, a non consegnare nessuna documentazione altrimenti si rischia di dare vita a una forzatura normativa giuridica, amministrativa e tecnica senza precedenti. Anzi, invito la stessa Asl a rivolgersi alle autorità competenti per le azioni di mobbing che continua a riceve da parte della Regione. Tutto questo è inqualificabile oltre che inaccettabile». È il commento del presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo (nella foto). «Il presidente D’Alfonso», sostiene Febbo (FI), «con una propria lettera ha chiesto, avocandolo a sè, il procedimento del project financing, intimando la Asl a rilasciare alla Regione immediatamente tutta la relativa documentazione calpestando di fatto sia gli organi competenti sia le civili e basilari regole della Costituzione. Da cosa è dovuta questa accelerazione? Quindi conosce già il parere negativo dei due tecnici bocconiano di recente nomina? Conosce già il parere negativo della Asl stessa? E vergognosa e incommentabile», prosegue Febbo, «è la situazione venutasi a creare intorno al progetto di finanza presentato dalla Maltauro che non ha i “requisiti per andare avanti” ma assistiamo ad un vero e proprio atteggiamento di mobbing oltre che di abuso nei confronti degli organi della Asl. Ci troviamo di fronte ad un atto di forza da parte del presidente della Regione accompagnato da uno strano e compiacente silenzio assenso sia della giunta regionale e sia del Partito democratico teatino. Invito il destinatario della lettera, il direttore generale Asl, Pasquale Flacco, a non trasmettere nessuna copia conforme della relativa documentazione delle attività svolte visto che, ad oggi , è ancora a tutti gli effetti la Asl titolata a pronunciarsi su tutto il procedimento».

