Febbo si sospende da Forza Italia: avanti con Di Iorio

24 Giugno 2020

L’assessore regionale contro i vertici romani del partito «Non posso tradire la mia città, sì a un progetto civico»

CHIETI. «Oggi non posso tradire gli interessi della mia città che vedo soffrire da troppo tempo, costretta a subire un declino socio-economico non più tollerabile». L’assessore regionale Mauro Febbo, capo politico di Forza Italia in città, non si allinea alle direttive di Silvio Berlusconi e continua a non appoggiare il candidato del centrodestra, Fabrizio Di Stefano della Lega. Dopo il vertice di lunedì scorso a Roma tra i colonnelli della Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia che ha dato il via libera alla candidatura unitaria di Di Stefano, Febbo ribadisce sostegno a Bruno Di Iorio: resiste l’alleanza con il renziano Alessandro Marzoli. E parte l’operazione “Forza Chieti”: ieri tutti i consiglieri comunali forzisti, Marco D’Ingiullo, Maura Micomonaco, Emiliano Vitale e Maurizio Costa, hanno pubblicato su Facebook il nuovo logo con il tricolore mutato in neroverde e la scritta “Di Iorio sindaco”. «Nella consapevolezza di poter mettere in difficoltà Forza Italia e il suo coordinatore regionale Nazario Pagano, mi ritengo autosospeso dal partito», dice Febbo. È una dichiarazione che mira a salvare l’assessorato in Regione: Febbo potrebbe ritrovarsi al centro del fuoco “amico” proveniente dagli ormai ex alleati di governo.
«Quando, mesi fa, è iniziato su Chieti il percorso del nuovo progetto civico amministrativo mi ero rapportato da subito con il mio partito illustrandone le motivazioni mie, di tutto il gruppo consiliare e dei vertici comunali sia al coordinatore Pagano sia a Maurizio Gasparri (responsabile Enti locali) finanche al vice presidente Antonio Tajani. Ricordo», dice Febbo, «come 5 anni fa il sottoscritto e tanti ex Forza Italia (oggi aderenti a Lega e FdI) erano contrari alla ricandidatura del sindaco uscente e, anche in quell’occasione, da Roma arrivò l’input di sostenere il candidato che nel frattempo era passato dal Pdl al Nuovo centrodestra (Ncd). Come era prevedibile, e i fatti mi danno ragione, abbiamo assistito a un continuo susseguirsi di frizioni interne tra la maggioranza e il partito di Forza Italia, rispetto alle indicazioni di scelte programmatiche e di gestione del governo cittadino. In questa tornata», conclude Febbo, «non è tollerabile ricadere nello stesso errore e subire nuovamente le indicazioni del mio partito e del mio coordinatore, che comunque ringrazio della fiducia».