Febo contro Marino, il Pd ha deciso

Primarie a due ma spunta una civica con Bongarzoni. Il sindaco Di Primio verso la ricandidatura
CHIETI. Una poltrona per due, ma non è un film comico. Il Pd, colto da sindrome da spending review, schiera alle primarie solo Marco Marino, di cuculliana memoria, e Luigi Febo, ex assessore dell'era Ricci e neoiscritto al Partito Democratico targato D'Alfonso.
La sorpresa, come un coniglio che spunta dalla tuba di Silvan, la dà proprio big Luciano, ricreando per le comunali di marzo o maggio prossimi l'effetto regionali-vinte. Dal cilindro della società civile teatina infatti il governatore, che a Chieti ha lasciato il passo ai legniniani, caccia un chirurgo acchiappavoti, cioè Pino Bongarzoni che, da capolista di una civica stile “regione facile” (si chiamerà naturalmente comune facile) appoggerà chi tra Febo e Marino conquisterà le primarie del 14 dicembre prossimo. Oddio, quest'ultima è solo, per ora, una voce che ieri sera girava intorno al tavolo della coalizione di centrosinistra orfana di Rifondazione, Sel ma non dell'Idv. E dove Alessandro Giardinelli ed Enrico Iacobitti hanno confermato il passo indietro. Nessuno dei due entra nella partita delle primarie ma, entrambi, hanno già deciso di sponsorizzare uno dei due contendenti il cui nome... non comincia per “L”. Ma non lo sveliamo. Torniamo invece a Bongarzoni che ha già assaporato il piacere del palcoscenico politico con una lista che ha fatto la differenza per D'Alfonso. E che ora potrebbe ricadere in tentazione. Una voce quasi a voler rincuorare, almeno in parte, chi si aspettava un terzo nome da schierare ai nastri di partenza per Palazzo d'Achille. Ma, per le primarie, tertium non datur, direbbero i romani. E la politica di centrosinistra è condannata a restare ancorata alla politica sperando che Chieti non riviva un effetto-Emilia Romagna dove ha vinto il partito anti-urne.
La decisione di puntare solo su Febo e Marino, a dire il vero, un effetto lo ha già sortito: ha acquietato, sull'altro fronte, l'ansia di sconfitta. Ovvero ha fatto già tirare un sospiro di sollievo ai pezzi da 90 di Forza Italia (leggi Di Stefano-Febbo) che a questo punto potrebbero sdoganare la ricandidatura del sindaco uscente Di Primio evitando primarie nel centrodestra e di conseguenza il sacrificio di Mauro Febbo, già comodamente seduto su una poltrona ben più lussuosa alla Regione. Domani mattina, Di Primio, Di Stefano, Buracchio e Febbo si incontreranno per l'ultima mano di poker. E da quest'altro cilindro non potrà che uscire un Umberto II.
Infine, un po' di fantapolitica: da uno scenario Febo contro Febbo potremo ritrovarci a vedere un film già visto e rivisto: Marino-Di Primio. Ma era l'era Cucullo. (l.c.)
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