Femore spezzato alla figlia Cinque giorni di sofferenza

Il padre ha causato la frattura alla bimba di un mese in un litigio con la convivente Ma ha tenuto nascosta la verità per evitare che la donna andasse via di casa
LANCIANO. Per cinque giorni avrebbe lasciato la figlioletta piangere in modo disperato, con una frattura scomposta alla gambetta sinistra. In questo periodo di tempo per due volte è andato al Pronto soccorso dell’ospedale Renzetti, insieme alla compagna, sperando probabilmente che qualche medico si rendesse conto della lesione che lui non poteva confessare. Perché a procurarla alla neonata di appena un mese, secondo le accuse di Procura e polizia, sarebbe stato proprio lui.
Con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni per il papà, 32 anni, di Lanciano, è scattata la misura cautelare. Adesso ha il divieto di avvicinarsi all’ex compagna e ai due figli - il primo è solo della donna - che nel frattempo hanno lasciato la casa di famiglia e non vivono più a Lanciano. L’episodio sarebbe avvenuto lo scorso gennaio, al culmine di una lite tra i due. Secondo la ricostruzione degli investigatori, da qualche tempo problemi di gelosia e di rapporti con i familiari, comuni a ogni coppia, tra i due avevano assunto connotati di violenza. Prima ci sono stati pizzicotti, poi manate in faccia e poi morsi, sulla schiena e sulla pancia, anche mentre la compagna era incinta. Poi era nata la bimba, il cui pianto innervosiva l’inesperto papà che, operaio, non riusciva a riposare bene nelle pause dal lavoro. Le continue vessazioni fisiche e psicologiche, come ricostruito dalla polizia, avevano indotto la donna a pensare di allontanarsi dal compagno. Sarebbe stato questo il motivo scatenante della lite durante la quale, in preda a uno scatto d’ira, l’uomo avrebbe strattonato la piccola tanto da spezzarle il femore. Un rumore sordo di cui si sarebbe reso conto, ma di cui non avrebbe parlato per timore che la compagna prendesse bimbi e valige per andare via. Così è iniziato il calvario della piccola, che aveva solo il pianto inconsolabile per esprimere i dolori patiti. Dopo la seconda visita al Pronto soccorso, i medici hanno consigliato di rivolgersi al pediatra per le probabili coliche. È stato quest’ultimo a notare il rigonfiamento della gambina e a ipotizzare una frattura ossea, confermata dalla successiva radiografia in ospedale. Per l’uomo venerdì si svolgerà l’interrogatorio di garanzia.
Stefania Sorge
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